Ravenna, a per ammirare il “foliage” nei terreni riconvertiti a bosco

Ravenna, a per ammirare il "foliage" nei terreni riconvertiti a bosco

RAVENNA. La natura è tornata a splendere in tutta la sua bellezza originaria nelle campagne ravennati. Il piccolo miracolo porta la firma di Adler Zuccherelli che 25 anni fa ha avviato un progetto tanto bello quanto ambizioso: ricreare l’habitat della pianura. Zuccherelli – micologo, docente ai corsi nazionali per “Ispettore micologo”, autore di vari libri sui funghi e membro della Società degli studi naturalistici della Romagna – ha deciso di far tornare una parte dei suoi campi a quello che sarebbe stato il suo aspetto primordiale: un bosco planiziale, ovvero un bosco di pianura. Non più colture intensive, ma querce, frassini, pioppi, olmi e decine di altre specie arboree e arbustive che caratterizzano la vegetazione spontanea della pianura romagnola. Con gli alberi sono ricomparsi anche i fiori, tra tutti le delicate orchidee, indicatori biologici importanti per la qualità dell’ambiente e del terreno.

Questo piccolo angolo di paradiso può essere visitato oggi. Il ritrovo, per chi si è regolarmente iscritto, è alle 10 in via Formella Superiore, all’ingresso del bosco. La visita è condotta dallo stesso Adler Zuccherelli e da Matteo Mingazzini. Nel massimo splendore autunnale, sarà una passeggiata dedicata alla storia di Adler e del suo bosco, di come lo ha fatto rinascere e di come, giorno per giorno, lo sta crescendo. “Nel 1994 ho messo a dimora le prime piante su un appezzamento di 3.500 mq – racconta -, poi, vista la buona riuscita, nel 2004 ho dedicato al progetto altri 5.000 mq, cui si sono aggiunti altri 4.000 mq nel 2007. La parte più giovane del bosco risale al 2013 quando ho piantato querce autoctone, dell’Italia centrale e del Sud. Quest’ultima parte si estende su 3.500 mq. In totale oggi il bosco si estende su 16.000 mq. Sono partito nel 1994 poco prima di andare in pensione; più mi avvicinavo alla fuoriuscita dal lavoro e più scemava in me la voglia di dedicarmi all’agricoltura. Così ho deciso di sacrificare una parte dei campi di famiglia per il bosco. Oggi mi piace trascorrere del tempo in questa area verde; è bellissima sia d’estate che d’inverno. Ha un suo clima particolare; nelle giornate più afose porta grande sollievo e d’inverno ripara dal freddo più pungente”.

Zuccherelli racconta la magia del verde: “Sono tornati uccelli notturni come il gufo e la civetta, ma è l’universo degli insetti che sorprende maggiormente. L’erba non viene sfalciata da febbraio ad agosto per cui nascono fiori di ogni tipo che attirano api, farfalle e tante altre creature. Penso poi al tanto ossigeno che produce, in un momento in cui il pianeta soffre terribilmente. La mia speranza è che il bosco abbia lunga vita e i miei eredi sappiano regalargli il futuro che si merita. Vista la passione e la sensibilità delle mie figlie e dei miei nipoti dico che siamo sulla buona strada. Contattandomi telefonicamente chiunque può venire ad ammirare l’area e, per chi fosse interessato, posso anche fornire gratuitamente delle piantine delle varie specie presenti”.

L’escursione sarà accompagnata dalla guida professionista Matteo Mingazzini che parla di occasione unica per scoprire il territorio: “Il bosco di Adler è l’esempio di un ecosistema in equilibrio, dove la flora e la fauna originaria possono tornare a vivere. Mi riferisco anche agli anfibi, agli insetti acquatici, alle orchidee. La rigogliosità di questa area verde e incontaminata si scontra in maniera drammatica con la realtà della nostra pianura che è completamente antropizzata e segnata dalle molteplici attività. Spero che sempre più persone possano seguire l’esempio di Adler”.

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