RAVENNA. Riapre oggi la Ravegnana, con qualche giorno di anticipo rispetto a quanto annunciato dall’ingegner Mauro Vannoni, responsabile del Servizio area Romagna dell’agenzia difesa del suolo e protezione civile regionale, nelle scorse settimane. La strada che collega Ravenna e Forlì torna percorribile dopo oltre 300 giorni di attesa.

Ieri Anas ha reso nota la decisione. «È prevista nella mattinata la riapertura della strada statale 67 Tosco Romagnola, nel tratto tra l’incrocio con la strada provinciale 45 (km 209,150) e l’intersezione con la statale 16 “Adriatica” (km 213,511. I lavori, da parte della Regione Emilia Romagna, hanno riguardato il ripristino e la messa in sicurezza dell’area. Per consentire l’ultimazione degli interventi, nel tratto tra il km 210,900 e il km 211 verrà istituito il limite massimo di velocità fissato a 50 km/h».

Un limite nella velocità di percorrenza che riguarderà tutti i veicoli, anche i mezzi pesanti e riporterà alla normalità gli abitanti della zona e i cittadini delle due città costretti dal 25 ottobre 2018 a percorsi alternativi con notevoli disagi nella circolazione. Una data segnata dalla tragedia, il collasso del ponte pedonale sulla Chiusa di San Bartolo costò la vita al tecnico della protezione civile Danilo Zavatta in quel momento intento a verificare le condizioni della struttura. Nelle ore precedenti alcune frane avevano compromesso la tenuta del tratto di strada corrispondente.

I lavori
Non termina però con la riapertura della strada il cantiere stradale: almeno fino a fine anno sono previsti interventi. Verrà infatti allargata la fermata del bus con la costruzione di una pensilina. Per realizzare gli ultimi interventi sarà necessario modificare con una curva il flusso dei veicoli. Nell’anno trascorso, non senza polemiche sui tempi di esecuzione, si è proceduto al completamento delle difese della chiusa, al riempimento dei vuoti causati dalle infiltrazioni con 258 metri cubi di materiale fluido a bassa resistenza meccanica, e ancora “all’impacchettamento” della strada con due file di palancole a una profondità di 20 metri, elementi in acciaio, per dare solidità statica al rilevato stradale e sicurezza dalle infiltrazioni. La tabella di marcia prevede anche il ripristino della passerella crollata. A quel punto saranno ripristinate la strada, la centralina idroelettrica, la derivazione ad uso agricolo.

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