Politica, centrosinistra: Ravenna non è più “blindata”

Un’Italia blu, in cui l’arancione che colora la provincia di Ravenna è ben più sbiadito del rosso acceso che per Pd e centrosinistra in passato ha sempre rappresentato una certezza: le proiezioni elaborate dall’Istituto Cattaneo sulla possibile distribuzione dei seggi in Camera e Senato dopo le elezioni politiche del prossimo 25 settembre restituiscono l’immagine di un fortino non certo espugnato, ma comunque contendibile. Intanto il tempo stringe e, tra sabato e domenica, le candidature dovrebbero essere ufficializzate: stando agli spifferi che filtrano dagli ambienti dem, l’unica partita su cui si teme davvero di rimanere a secco è quella dell’uninominale al Senato, in cui sono raggruppati i territori di Ravenna e Ferrara.

«A differenza di altri partiti, non abbiamo mai dato per scontato un territorio – afferma Alessandro Barattoni, segretario provinciale del Pd –. Noi chiediamo il voto agli elettori non per vincere collegi, ma per governare e provare a mettere in campo misure per il Paese. Non ci interessa piantare bandierine, ma proseguire il lavoro fatto anche nell’ultimo governo». Insomma, «nessun timore» delle urne: la volontà è quella di lasciarsi alle spalle il ritornello delle alleanze per arrivare a elaborare una campagna elettorale costruita su proposte concrete. Con buona pace del “terzo polo”, creatura mitologica della politica italiana che sembrerebbe sul punto di nascere proprio dalle ceneri del divorzio tra Pd e costole centriste: il Partito repubblicano in questi giorni ha abbracciato Renzi e Italia Viva, con Azione che appare in fase di graduale avvicinamento. La porta del Pd, pur nell’amarezza per la giravolta di Carlo Calenda (e della consigliera Chiara Francesconi), resta però socchiusa: «Noi eravamo convinti e abbiamo lavorato per costruire una alleanza che tenesse insieme aspetti programmatici e identitari – commenta Barattoni –. Non è stato possibile farlo perché qualcuno ha cambiato idea: cosa legittima, ma per me indecifrabile in una campagna elettorale come questa. Non ho parole polemiche verso il terzo polo e le formazioni centriste: l’avversario, chi rischia di provocare danni economici e sociali al Paese, è la destra». Nel frattempo, quello del segretario provinciale resta uno dei nomi in posizione ragguardevole per la candidatura, insieme a quello della vicesegretaria regionale, Ouidad Bakkali, che presiede il consiglio comunale bizantino. Non sono però da escludere sorprese: a tentare la scalata alla Camera potrebbero esserci anche la consigliera regionale di Faenza, Manuela Rontini, e la sindaca di Bagnacavallo, Eleonora Proni.

«Proiezioni o no – dichiara Bakkali – è il momento di iniziare una campagna elettorale forte, che vada incontro alle persone. Questo mi preme più dei sondaggi. Ci sono stati vari colpi di scena e vicissitudini, ma fase va archiviata per cominciare a lavorare in modo serio. Se il territorio di Ravenna è contendibile, lo sarà per noi quanto per la destra: ce la giocheremo sui temi».

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