«La forza di Leo ci ha insegnato tanto e la sua corsa continuerà»

RAVENNA. Leonardo Cenci voleva correre nonostante e contro una malattia implacabile e Chiara Bennati, oggi responsabile del reparto di Oncologia medica dell’ospedale Santa Maria delle Croci, nel 2012 in forza all’ospedale di Perugia, è sempre stata al suo fianco. Insieme hanno infranto il tabù che vuole il cancro incompatibile all’attività sportiva dando vita all’onlus Avanti tutta. A poche ore dalle esequie di Cenci tenutesi ieri a Perugia, Chiara Bennati ricorda l’atleta, l’uomo di 46 anni indomabile che l’Italia aveva imparato a conoscere dopo che nel 2016 e 2017 aveva partecipato, nonostante la diagnosi di cancro ai polmoni alla maratona di New York. Unico italiano malato, secondo partecipante al mondo.

Avanti tutta

«Quando entrò nel mio studio nel 2012 non riusciva a camminare ma vidi subito la sua voglia di vivere; nelle fasi in cui stava peggio emergeva sempre il coraggio, la sua forza di volontà, erano le sue armi. Non l’ho mai visto piegarsi nei tanti momenti duri. Per me è stata un’assoluta novità». Cenci, grande sportivo aveva corso già due maratone e stava preparando quella di New York quando nel 2012 si trovò in un letto di ospedale come paziente oncologico con una diagnosi che prevedeva pochi mesi di vita. «Al termine di una broncoscopia – racconta Bennati – di fronte alla diagnosi e al padre in lacrime Leo seppe pronunciare due parole: Avanti tutta. E da lì è nata l’idea della onlus in favore dei malati e della ricerca. Cenci ha portato lo sport nell’oncologia, promuovendo raccolte fondi per aprire una palestra in ospedale, per migliorare la qualità della vita dei pazienti ricoverati e per promuovere uno stile di vita sano fatto di attività sportiva, una corretta alimentazione, lontano da fumo e alcol. Oggi siamo 100 volontari e io sono la responsabile scientifica».

Sport e malattia

Negli anni l’associazione ha consegnato poltrone per la chemioterapia, maxi schermi, filodiffusione, ha promosso convegni, incontri, borse di studi ed eventi sportivi come gli oncology games, una manifestazione sportiva internazionale riservata agli sportivi malati di cancro. Cenci ha partecipato alla maratona di Ravenna come testimonial di Avanti tutti con una campagna contro il fumo e ha presentato in città gli oncology games nei mesi scorsi. «Leo ci lascia un’eredità di coraggio e forza – assicura Chiara Bennati – abbiamo un calendario di eventi per tutto il 2019. Quando sono arrivata a Ravenna sono rimasta molto meravigliata di trovare una realtà facilitante molto più di altre, che crede nei progetti sportivi. Quando ho presentato i nostri progetti al sindaco e all’assessore allo sport Fagnani ho trovato subito grande ascolto e disponibilità. C’è un dato scientifico certo: l’attività fisica fa sì che i trattamenti siano meglio tollerati, migliora il tono dell’umore e aiuta a superare i sintomi astenia e nausea. Certo non tutti possono fare la maratona, ma è possibile individuare per ciascuno l’attività fisica ideale. Leo con l’esempio ha rovesciato il concetto del paziente fermo nel letto dimostrando che tutti possono alzarsi e fare una passeggiata, e che tanti sono i malati che vivono una vita normale con il cancro, gestiscono famiglia e hanno lavoro».

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