Meldola, incidente in bici a Lido di Classe per una radice: “Mio marito senza una vita normale”

«Al momento mio marito non ha una vita normale». Nelle parole di Francesca Flamigni c’è il peso di una quotidianità completamente cambiata dopo l’incidente che, nell’estate del 2022, ha stravolto la vita del marito Massimo Rebecchi, oggi 51enne e gravemente disabile. Tra riabilitazioni, difficoltà quotidiane e spese mediche e legali sempre più pesanti, la famiglia originaria di Meldola si trova ora ad affrontare anche un lungo percorso giudiziario. Nel frattempo, il Comune di Ravenna ha ufficialmente deciso di difendersi nel procedimento legale avviato dallo stesso Rebecchi. Con una delibera approvata lo scorso marzo, la Giunta comunale ha nominato come legale l’avvocato Salvatore Penza, mentre le spese della difesa saranno coperte dalla compagnia assicurativa Aig Europe S.A., senza oneri diretti per l’ente.

L’incidente risale al 13 luglio 2022, a Lido di Classe. Secondo quanto ricostruito dalla famiglia, a provocare la caduta sarebbe stata una radice sporgente sull’asfalto, che ha fatto perdere il controllo della bicicletta a Rebecchi mentre stava pedalando con la moglie e i figli verso la spiaggia. «Al momento mio marito non ha una vita normale - racconta Francesca Flamigni - e non gli è stato riconosciuto alcun risarcimento. Il Comune si dichiara non responsabile, e noi dobbiamo affrontare un procedimento giudiziario che potrebbe durare anni».

La vicenda - raccontata nel 2024 dal Corriere Romagna e rilanciata da diversi media nazionali - parte proprio in quel pomeriggio d’estate del 2022. La caduta fu rovinosa: Rebecchi rimase in coma per un mese e dovette affrontare un lungo percorso di riabilitazione. Da allora la vita della famiglia è cambiata radicalmente. «Aveva 46 anni e ha dovuto abbandonare il lavoro - ricorda Francesca -. La sua invalidità permanente supera il 90%, e ogni attività quotidiana è una sfida». Oltre alle difficoltà fisiche e cognitive, la famiglia deve fare i conti con un percorso burocratico complesso. «Le spese legali e mediche ci gravano enormemente - continua Francesca - e la strada dove è avvenuto l’incidente è rimasta senza interventi significativi, con solo qualche cartello posto dal 2022. È inaccettabile». Il percorso giudiziario prevede ora un accertamento tecnico preventivo, con la nomina di un perito da parte del tribunale che dovrà valutare le condizioni della strada e l’eventuale responsabilità del Comune. In seguito sarà possibile tentare una mediazione oppure, in caso di mancato accordo, procedere con la causa civile vera e propria. In ogni caso, la relazione tecnica del perito sarà determinante per stabilire eventuali responsabilità e risarcimenti. Francesca Flamigni resta la voce principale della vicenda, raccontando con lucidità e determinazione la battaglia che la famiglia sta affrontando. «Mio marito può contare solo sul mio supporto - conclude -. Non chiediamo favori, solo che venga riconosciuto ciò che è giusto e che ci sia almeno un po’ di considerazione per la sofferenza che stiamo vivendo».

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