La Regione vuole acquisire lo storico fondo fotografico Zaffagnini

La Regione ha chiesto al fotografo Giovanni Zaffagnini di formalizzare una richiesta economica per poter acquisire il fondo che raccoglie 12mila foto scattate tra il 1974 e gli anni Novanta del Novecento e che documenta le tradizioni popolari e rurali della Romagna. Un lavoro profondamente connesso all’archivio sonoro fatto di registrazioni di voci e canti curato da Giuseppe Bellosi, studioso e poeta in lingua romagnola. A darne notizia ieri in consiglio comunale l’assessora alla cultura Elsa Signorino, in risposta a un’interrogazione del capogruppo Pd, Fabio Sbaraglia.

La battaglia

All’appello perché il fondo non venisse venduto all’estero lanciato da Bellosi nel mese di gennaio, il Corriere Romagna aveva risposto ospitando nelle sue pagine voci autorevoli della cultura e pubblicando per mesi una selezione di scatti in bianco e nero. L’assessore regionale alla cultura Mauro Felicori si era detto disponibile ad attivarsi, avanzando anche l’idea di promuovere una legge che promuova la nascita di un archivio regionale di memorie, suoni, voci, immagini, articolato nelle città dell’Emilia Romagna.

Il passo

Già allora l’amministrazione comunale aveva dato la propria disponibilità ad accogliere all’interno delle proprie istituzioni culturali il fondo. Mancava a oggi un passo concreto da parte della Regione, che l’assessora Signorino racconta così: «L’assessorato regionale mi ha comunicato di aver compiuto un primo sopralluogo nel corso del quale Giovanni Zaffagnini ha confermato la volontà di vendere il fondo. La Regione ha chiesto di formalizzare la richiesta economica e ha interessato la Soprintendenza archivistica per avviare il procedimento che porta alla dichiarazione di interesse culturale e agevola la procedura di acquisizione. Abbiamo già confermato la candidatura delle nostre due sedi culturali, biblioteca Classense e biblioteca Oriani come sedi di conservazione dei fondi. Continuerò a seguire con puntualità l’evolversi della situazione». Dopo l’incontro con Bellosi e Zaffagnini nel mese di febbraio, l’assessora Signorino aveva scritto a Felicori, chiedendo anche la riassegnazione dei contributi regionali erogati dal 2014 al 2019 per la digitalizzazione e conservazione dell’archivio sonoro condotto dalla fondazione Casa Oriani. In tal modo i due fondi potrebbero ricadere nel patrimonio da valorizzare, individuato da Felicori. La Classense, raccolti in importanti fondi storici, conserva 200 mila fotografie su un patrimonio di 800mila documenti, libri e manoscritti.

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