“Zio Pio” interrogato dai carabinieri e operato a Cesena dopo l’agguato

Resta ricoverato in Ortopedia all’ospedale Maurizio Bufalini Pio Rosario De Sisto: il 62enne coinvolto in procedimenti giudiziari di camorra, ferito sotto casa in un agguato avvenuto nella serata di mercoledì.

“Zio Pio”, soprannome con cui è conosciuto negli ambienti “d’affari” riminesi ma anche dai carabinieri che hanno a lungo in passato indagato sulla sua figura, ieri pomeriggio è stato operato nel nosocomio cesenate dove gli specialisti traumatologici gli hanno ridotto la frattura femorale, per la quale serviranno almeno una trentina di giorni di degenza per guarire. Ben prima di entrare in sala operatoria però Pio Rosario De Sisto ha ricevuto nel letto dell’Ortopedia la “visita” degli investigatori che si stanno occupando di quanto avvenuto nelle adiacenze della sua abitazione. Non gli uomini dell’Arma di Sogliano e del Nucleo Operativo di Forlì che hanno eseguito i rilievi a Gorolo di Borghi nel punto dell’agguato armato, ma i militari di Rimini che in passato si erano occupati dell’operazione “Idra”. Zio Pio, considerato da tempo un braccio operativo in Romagna del clan dei Nuvoletta, circa due anni fa era stato protagonista di una spedizione punitiva da parte di presunti esponenti di un clan rivale, i Contini. Con alcuni fuoriusciti dalla Campania che stavano cercando di insediarsi nel territorio di Viserba per gestire una nuova rete di malaffare. Persone che avevano circondato il 62enne rompendogli tutte le dita delle mani a martellate.

I carabinieri hanno interrogato per circa 5 ore “Zio Pio”, per fargli ricostruire la dinamica dell’aggressione e capire se vi fossero indizi riconducibili ad un regolamento di conti di stampo camorristico. Hanno lasciato l’ospedale di Cesena con più dubbi che certezze. Pio Rosario De Sisto ha raccontato che ad assalirlo è stata un’unica persona. Che non ha in alcun modo riconosciuto malgrado l’abbia affrontato frontalmente, sparando due colpi con un’arma che era tutto fuorché in grado di ucciderlo o ferirlo gravemente. Infatti le lesioni maggiori a referto De Sisto le ha riportate scappando, cadendo e rompendosi il femore. Inoltre la modalità dell’aggressione è lontana anni luce da quelle normalmente in uso per i regolamenti di conti di stampo camorristico. Zio Pio ha in piedi tra Viserba e Rimini tantissime “questioni di affari”, molte delle quali posso aver fatto infuriare anche singoli elementi che hanno avuto a che fare con lui. Persone anche al di fuori della malavita organizzata. Così le indagini ora proseguiranno con uno spettro a 360° da parte dei carabinieri, per non escludere nessun fattore nella ricerca di chi ha aspettato il 62enne sotto casa per spaventarlo, non certo per ucciderlo o ferirlo gravemente.

In queste ore Pio Rosario De Sisto ha anche sentito su questi fatti il suo avvocato (Piero Venturi del foro di Rimini). Infatti l’8 ottobre è in calendario in Tribunale a Rimini una nuova udienza dell’operazione Idra. Ma, con i postumi operatori, difficilmente “Zio Pio” potrà essere presente in aula. Conseguentemente verrà chiesto un rinvio tecnico dell’udienza ad una data (per altro già a calendario) a novembre.

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