In piazza contro il maxi impianto Eni, De Pascale “stretto” tra i suoi alleati

In piazza Kennedy oggi alle 17 manifesta il mondo ambientalista contro il progetto di cattura e stoccaggio di C02 pensato da Eni proprio per Ravenna. Un evento nazionale promosso dalla campagna “No Ccs – il Futuro non si s(T)occa” e coordinata da Fridays for Future Italia, da Legambiente e da diversi movimenti ambientalisti come il comitato Per il clima, fuori dal fossile. A sostegno della rete di movimenti arrivano uno a uno i partiti della sinistra, ad oggi posti all’opposizione del sindaco De Pascale. Ma da mesi sono in corso tentativi di dialogo per allargare l’attuale maggioranza in vista delle elezioni comunali di ottobre che vedranno De Pascale cercare la riconferma. Ravenna In Comune, Sinistra italiana, i Verdi Europa Verde, Possibile Ravenna esprimono un no bello convinto al progetto Eni, a pochi giorni dall’intervista del ministro Cingolani che si era espresso con un «spero non ce ne sia bisogno». In città la questione assume una connotazione tutta politica con il sindaco per nulla ostile all’intenzione di Eni e la sua maggioranza con Ravenna Coraggiosa contraria e i Repubblicani a favore.

«Le parole del ministro – spiega De Pascale – personalmente, le ho interpretate come un “vorrei che non fosse necessario”, nel senso che tutti vorremmo che anche i grandi impianti potessero presto essere decarbonizzati. Cosa che però sappiamo essere oggi tecnologicamente impossibile e in questo senso impianti come il Cccus (sigla che indica gli impianti di cattura dell’anidride carbonica che viene riutilizzata senza essere stoccatandr) possono consentirci di raggiungere gli obiettivi di riduzione di emissioni che sono urgenti per il pianeta. Ci sono obiezioni a questo impianto, di diverso tipo, alcune strumentali, in linea con chi si oppone sempre e comunque a tutto, persino all’eolico ad esempio, altre invece di merito e circostanziate, come quelle mosse anche da forze della mia maggioranza, come Ravenna Coraggiosa, o con cui sono interessato a dialogare».

La critica sulla destinazione dei finanziamenti pubblici per il sindaco va affrontata dal Governo che «dovrebbe fugare qualsiasi dubbio sul fatto che si faccia sul serio a decarbonizzare tutto ciò che è decarbonizzabile, non in prospettiva ma qui e ora». Sulla burocrazia che frena eolico e fotovoltaico il sindaco chiede gesti concreti. «Su questo l’Italia deve stravolgere il suo passo e dimostrare con i fatti che punta su questo. La Ccus non vuole essere né deve essere sostitutiva di tutto questo, ma deve operare in quei settori dove queste tecnologie ancora non possono essere utilizzate. La transizione energetica è un’emergenza, ma penso ci si debba approcciare ad essa con pragmatismo, rigore scientifico e coraggio». E sull’allargamento della maggioranza a sinistra assicura: «Le posizioni di partenza ovviamente hanno connotati diversi ma come avvenuto in questi anni la sintesi terrà insieme tutti, rispettando il pluralismo e le sensibilità, posto che alcune decisioni sono a livello nazionale o addirittura europeo».

Nel giorno dell’assemblea degli azionisti Eni, arriva in città per la prima volta la mobilitazione contro il progetto di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica prodotta da lavorazioni industriali, i movimenti ambientalisti si appellano al mondo imprenditoriale, associativo e alle organizzazioni sindacali per un ripensamento delle proprie posizioni. Tutti invocano una transizione. «Il progetto dell’impianto Eni di stoccaggio fino a 500 milioni di tonnellate di CO2 in depositi di metano esauriti al largo delle coste ravennate – scrivono i Verdi Europa Verde – non fa che ritardare questo processo nella fuorviante illusione che tutto possa continuare ad andare come sempre. Gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni, richiedono che s’imbocchi la strada della transizione».

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