Dopo l’episodio del marzo scorso, nuove minacce alle lavoratrici del bar dell’ospedale di Imola. Lo denunciano in una nota i sindacati Filcams Cgil e Uiltucs Emilia-Romagna. “Le aggressioni e le intimidazioni subite dalle lavoratrici del bar dell’Ospedale di Imola hanno superato ogni limite di tollerabilità. Secondo quanto riferito alle OO.SS, nella giornata di Pasqua, un individuo presentatosi al bar in atteggiamento da subito sospetto richiedeva una spremuta, un panino e un cappuccino. Alla legittima richiesta di una delle lavoratrici di procedere preventivamente al pagamento in cassa, reagiva con toni violenti e intimidatori, rifiutando il pagamento, insultando le lavoratrici e pretendendo la consegna immediata di quanto richiesto. La situazione degenerava rapidamente, al punto da rendere necessario l’intervento della portineria dell’Ospedale, del personale di vigilanza e delle Forze dell’Ordine”.
“Non stiamo parlando di “episodi spiacevoli” - sottolineano i sindacati - ma di una concreta messa a rischio dell’incolumità fisica e psicologica di chi ogni giorno garantisce un servizio dentro una struttura sanitaria pubblica. Già in data 5 marzo 2026 FILCAMS CGIL Imola e UILTuCS Emilia‑Romagna hanno formalmente richiesto un incontro urgente per affrontare il tema della sicurezza al bar ospedaliero legata ad un precedente episodio di aggressione verbale con pesanti insulti e minacce di morte da parte di un altro individuo che, pochi giorni prima, aveva già aggredito verbalmente e fisicamente il personale del bar, arrivando persino a brandire un lungo coltello. A tutt’oggi quella richiesta è stata semplicemente ignorata. Questo silenzio non è neutro: è una esplicita mancanza di assunzione di responsabilità politica ed organizzativa di fronte ad una situazione di rischio, ampiamente conosciuta e documentata. Quando il personale si ritrova a lavorare nella paura, dovendo fronteggiare soggetti noti per comportamenti problematici, senza adeguati presìdi di vigilanza e talvolta persino in condizioni di lavoro in solitaria, siamo di fronte a una violazione palese del diritto alla sicurezza sul lavoro”.
Continua la nota: “La chiusura anticipata del bar a Pasqua e la mancata apertura del servizio il 6 aprile certificano in modo inequivocabile che il rischio è reale, attuale e riconosciuto dagli stessi responsabili del servizio. Per FILCAMS CGIL Imola e UILTuCS Emilia‑Romagna la priorità assoluta è l’incolumità delle lavoratrici: non accetteremo che il bar dell’ospedale resti un “punto scoperto” sul piano della sicurezza, dove chi lavora viene lasciato da solo a gestire situazioni potenzialmente pericolose. È inaccettabile che, in un ospedale, l’anello più debole restino proprio le lavoratrici dei servizi in appalto, esposte a minacce, insulti e comportamenti aggressivi, mentre le nostre richieste di confronto restano senza risposta. Per questo ribadiamo e richiediamo con forza la convocazione immediata di un incontro con Azienda USL di Imola e Serenissima, dando seguito alla richiesta già avanzata in data 5 marzo 2026, con l’obiettivo di concordare impegni concreti, in tempi certi e verificabili, che siano risolutivi per una situazione che è divenuta oggettivamente insostenibile. La responsabilità di garantire sicurezza è di tutti e non può essere scaricata sulle spalle di chi sta dietro al bancone”.