Imola, la protesta dei sindaci di Casalfiumanese, Borgo Tossignano e Fontanelice: “La montagna non si cancella con una riga su un decreto”

Imola
  • 06 febbraio 2026

Dopo l’esclusione dall’albo dei Comuni montani, in una nota congiunta Beatrice Poli (sindaca di Casalfiumanese), Mauro Ghini (sindaco di Borgo Tossignano) e Gabriele Meluzzi (sindaco di Fontanelice) esprimono la loro amarezza: “Siamo profondamente costernati e amareggiati per l’esclusione dei nostri Comuni dalla classificazione di quelli Montani. Una decisione ingiusta, miope e scollegata dalla realtà dei nostri territori. Fontanelice, Borgo Tossignano e Casalfiumanese sono Comuni di Montagna nei fatti, nella geografia, nella fragilità del territorio, nei servizi da garantire e nelle difficoltà quotidiane che cittadini e amministrazioni affrontano. Negarlo su base burocratica significa voltare le spalle alle comunità – è il commento a caldo dei primi cittadini dei tre municipi esclusi dal nuovo elenco montano -. Ci sentiamo penalizzati e traditi da un provvedimento che non tiene conto né della storia né delle caratteristiche sociali, economiche e ambientali delle nostre vallate. L’esclusione dalla montanità rischia di avere conseguenze gravissime: meno risorse, meno servizi, meno possibilità di contrastare lo spopolamento e il dissesto idrogeologico”.

Non solo: “È sconfortante constatare come, ancora una volta, le aree interne vengano considerate sacrificabili – ragionano i sindaci di Casalfiumanese, Borgo Tossignano e Fontanelice -. Si chiede ai nostri territori di resistere, di garantire sicurezza, presidio e qualità della vita, ma poi si tolgono gli strumenti minimi per farlo. Chiediamo con forza che questa scelta venga rivista, perché così com’è non è accettabile. Continueremo a far sentire la nostra voce in tutte le sedi istituzionali, a tutela dei nostri cittadini e del futuro delle nostre comunità”.

Poi una serie di auspici: “Speriamo che questa non resti solo una battaglia dei nostri Comuni, ma diventi un’istanza condivisa da tutte le forze politiche, istituzionali ed economiche del territorio perché qui non è in gioco un’etichetta, ma la sopravvivenza stessa delle nostre comunità – concludono senza nascondere l’amarezza per una scelta irrazionale -. La montagna non si cancella con una riga su un decreto. Grazie alla Regione Emilia-Romagna per l’immediata manifestazione di disponibilità, peraltro sottolineata anche da Anci, al ripristino con propri mezzi del delicato equilibrio costruito in questi anni per tendere la mano alle zone montane attraverso la ripartizione inclusiva del Fondo Montagna regionale”.

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui