Imola, ucciso per il furto del cellulare: l’imputato resta in carcere

Imola, ucciso per il furto del cellulare: l'imputato resta in carcere

Il giudice Alberto Ziroldi del tribunale di Bologna a distanza di 24 ore dall’udienza ha convalidato l’arresto del 44enne Vincenzo Iorio per l’omicidio volontario di Mohamed Amine El Fatine, il 24enne di origini marocchine ma cresciuto a Imola, investito e ucciso la notte di domenica scorsa in via Mameli.
Nel convalidare l’arresto, quindi di fatto avvallando fin qui la tesi investigativa della polizia di Imola che ha arrestato il meccanico 44enne italiano residente a Imola, il giudice ha anche escluso l’aggravante “per futili motivi” inizialmente ipotizzata dall’accusa. Inoltre ha stabilito la misura della custodia cautelare in carcere per l’uomo che in interrogatorio aveva detto di non voler uccidere il ragazzo ma solo di affrontarlo, preoccupato per le minacce che a suo dire quest’ultimo avrebbe rivolto al figlio minorenne. Come è noto c’era stato anche il precedente di una rissa fra i due, dove il 24enne era risultato, anche in quel caso, avere la peggio. Era stato il 3 gennaio, quando in via Appia davanti a un locale Iorio aveva fermato il ragazzo accusandolo di aver rubato il cellulare a suo figlio, furto che El Fatine, dicono i suoi legali, ha negato con forza in quella circostanza, come testimonierebbe anche un video.

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