E’ stato fermato all’alba Luca Spada, il 27enne forlivese operatore della Croce Rossa di Forlì-Bertinoro accusato della morte di alcuni anziani trasferiti a bordo della sua ambulanza. Il fermo è stato eseguito questa mattina a Meldola dai Carabinieri di Forlì. Nei suoi confronti è stata eseguita l’ordinanza di custodia del giudice per le indagini preliminari nell’ambito dell’indagine della Procura di Forlì diretta dal procuratore Enrico Cieri.
Spada è finito in carcere in quanto ritenuto presunto responsabile del reato di omicidio aggravato di una 85enne durante un trasporto sanitario effettuato il 25 novembre scorso. I dettagli saranno forniti nel corso di una conferenza stampa convocata per lunedì 13 aprile, alle ore 10.30, presso il Palazzo di Giustizia di Forlì, alla presenza del Procuratore della Repubblica.
L’indagine
Il caso era deflagrato all’inizio di marzo, con la procura della Repubblica a indagare su una serie di morti in circostanze sospette. L’accusa è pesantissima: omicidio volontario. L’indagato, pur dichiarandosi totalmente estraneo ai fatti e dicendosi “scioccato” per le contestazioni, aveva subito scelto di collaborare con le autorità sin dal primo momento. Spada era stato messo in sospensione cautelare dal lavoro una volta avviate le indagini.
Nel mirino una serie di decessi da febbraio a novembre
I casi contestati si sarebbero verificati da febbraio a novembre 2025. Subito dopo che l’indagine è diventata di dominio pubblico, alcune famiglie che avevano subito dei lutti sono tornate indietro con la memoria ai trasporti in ambulanza, ovviamente difficilmente collegabili alla presenza di Spada almeno in base ai ricordi. Tra queste, le quattro figlie di un paziente deceduto il 13 ottobre 2025. “L’uomo era ricoverato in lungodegenza all’ospedale di Santa Sofia e, in data 9 ottobre 2025, doveva essere accompagnato in ambulanza all’ospedale di Forlì per una visita di controllo routinaria – hanno spiegato gli avvocati Starni e Mambelli – in quella stessa data un’ambulanza adibita a trasporto secondario, condotta dall’indagato, si è recata nella struttura per prelevare il paziente. Subito dopo l’uscita, a circa un paio di chilometri di distanza, l’uomo è stato colpito da arresto cardiocircolatorio. È intervenuto un medico che è riuscito a rianimarlo. Le sue condizioni sono progressivamente peggiorate fino al decesso, avvenuto quattro giorni dopo”.
“Estraneo ai fatti”
In queste ultime settimane il 27enne forlivese ha sempre professato la sua innocenza sia davanti agli investigatori che in una serie di dichiarazioni pubbliche. “Erano persone malate in modo grave - aveva dichiarato nei giorni scorsi - non sono morte tutte in ambulanza ma soltanto una, gli altri sono morti alcuni giorni dopo il trasporto. Io subito collaborato con la procura, ho dato tutti i miei documenti ma non sono stato ancora ascoltato. Pensavo si sarebbe chiarito tutto in fretta perché sono completamente estraneo ai fatti e invece mi hanno messo in sospensione cautelare dal lavoro. E sono stato travolto”.