Forlì, incendio in via Marsala, l’ex vicesindaco Mezzacapo: “Siamo davanti a un pezzo di città lasciata indietro” VIDEO

Forlì
  • 27 aprile 2026

L’incendio nella notte nella palazzina tra via Tre Mori e via Marsala è una nuova puntata di un’area che fa discutere da tempo a Forlì. In una nota Daniele Mezzacapo (Futuro Nazionale) punta il dito su una situazione di degrado insostenibile: “L’Amministrazione ascolta, incontra, prende appunti, promette verifiche. Ma poi, nei fatti, tutto resta fermo. E chi paga il prezzo di questa inerzia sono sempre gli stessi: i residenti perbene, le famiglie normali, i lavoratori, gli anziani, i bambini, i nuclei fragili che abitano lì e che avrebbero diritto a vivere in sicurezza. A Forlì le case popolari sono diventate, in troppi casi, zone franche. Via Marsala è l’emblema. Zone franche dove chi rispetta le regole viene lasciato solo, mentre chi non paga, chi non rispetta i regolamenti, chi occupa o consente l’utilizzo improprio degli spazi comuni, chi rende invivibile un condominio e chi espone intere famiglie a paura e degrado continua, troppo spesso, a rimanere al proprio posto. Le case popolari, ripeto purtroppo ormai da anni, non sono un diritto eterno e incondizionato. Sono un bene pubblico. Appartengono alla comunità. Sono pagate, mantenute e sostenute dai cittadini. Devono servire ad aiutare chi si trova realmente in difficoltà e rispetta le regole, non a garantire una sorta di immunità abitativa a chi quelle regole le calpesta”.

Continua Mezzacapo: “A Forlì non può esistere una doppia legalità: una severa per i cittadini comuni e una morbida per chi vive in un alloggio pubblico ma non rispetta la comunità che glielo mette a disposizione. Le segnalazioni dei residenti sono gravi e non possono più essere minimizzate. In particolare, numerosi condomini riferiscono da tempo un utilizzo improprio delle cantine dello stabile. Secondo quanto lamentato dagli abitanti, quei locali sarebbero diventati luoghi di ritrovo incontrollato, nei quali si verificherebbero episodi di spaccio e dove, in alcuni casi, avrebbero persino trovato riparo persone senza fissa dimora o comunque soggetti sconosciuti al condominio, estranei agli assegnatari e privi di qualsiasi titolo per permanere all’interno dell’immobile. In quella zona i residenti segnalano da tempo anche l’abbandono sistematico di rifiuti, mezzi privi di targhe e assicurazioni, incuria degli spazi comuni e condotte che hanno reso l’area indecorosa e insicura. Ricordo persino un episodio, gravissimo, nel quale rifiuti abbandonati sono stati dati alle fiamme, con tutti i rischi conseguenti per l’incolumità delle persone, per la salubrità dell’aria e per la sicurezza degli edifici circostanti. Siamo davanti a un pezzo di città lasciato indietro”.

L’ex vicesindaco sottolinea: “Non si può dimenticare, poi, la violentissima aggressione già avvenuta in via Marsala e riportata dalla cronaca locale nel maggio 2024: un padre di famiglia malmenato brutalmente, colpito anche con un mattone al volto, con la frattura della clavicola, davanti ai figli piccoli di cinque e otto anni. Gli aggressori vivono lì e hanno una bella casa popolare assegnata. È la dimostrazione di ciò che accade quando l’Amministrazione tergiversa, quando le segnalazioni dei cittadini vengono ascoltate ma non seguite da provvedimenti veri. Ed è proprio qui che il paradosso diventa intollerabile: i cittadini perbene hanno paura, mentre chi viene indicato dai residenti come fonte di pericolo e disagio continua a rimanere nello stesso contesto abitativo, senza che si percepisca una risposta pubblica forte, chiara e definitiva. Questa non è amministrazione. Questa è resa. Ed è dentro questo quadro già gravissimo che si inserisce anche la questione, politicamente assurda, del possibile utilizzo dell’area per servizi di prima accoglienza, housing sociale, stazione di posta o comunque forme di ospitalità rivolte a persone in condizione di forte fragilità sociale. Lo dico con chiarezza, perché nessuno possa strumentalizzare: aiutare chi è fragile è un dovere. Una comunità seria non abbandona nessuno. Ma una comunità seria non scarica nuovi problemi dentro quartieri già provati, dentro condomini già segnati da paura, degrado, morosità, spaccio segnalato, cantine fuori controllo, aggressioni, schiamazzi, rifiuti abbandonati e tensioni quotidiane. In quello stabile vivono tanti bambini, nuclei familiari fragili, anziani e famiglie perbene che nulla hanno a che vedere con il degrado e che meriterebbero un’attenzione particolare da parte dell’Amministrazione. Sono proprio loro le prime vittime di questa situazione. Sono loro che dovrebbero essere protetti, non lasciati soli dentro un contesto abitativo che continua a peggiorare. Il punto non è se il Comune possa agire. Il punto è se questa Amministrazione abbia il coraggio politico di farlo. La solidarietà azionata nel nostro Comune, senza legalità, è diventata un’ingiustizia verso i cittadini perbene”.

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