Alberto Ancarani insieme a Silvio Berlusconi

RAVENNA. A un anno dalle elezioni comunale del 2021 la coalizione di centrodestra deve riorganizzarsi, ma al di là della normale attività di opposizione al sindaco De Pascale, non si vede all’orizzonte un disegno preciso per la conquista di Palazzo Merlato. Due i dati al momento salienti: la probabile uscita di scena di Alberto Ancarani di Forza Italia, e la determinazione del decano Alvaro Ancisi di LpRa a rimanere in consiglio.

Le due A
Dopo due mandati Ancarani, forte di un consenso personale, non sembra intenzionato ad incarnare ancora il ruolo di porta bandiera di un’esperienza politica, quella del partito di Berlusconi, sempre più appannata, né tantomeno appare per cultura politica pronto a passare in una formazione data in crescita come Fratelli d’Italia, dichiaratamente di destra, oggi fuori dal consiglio comunale. E se Ancarani rimarrà berlusconiano, ma fuori dal consiglio comunale, privando l’aula di un protagonista e la maggioranza di un tenace avversario, per certo non mancherà all’appello Alvaro Ancisi con la propria lista civica, la più longeva nel panorama cittadino. Difficile prevedere le mosse del decano dei consiglieri, due gli scenari possibili: più probabilmente in coalizione con la Lega e forse con Fratelli d’Italia, oppure in corsa solitaria come candidato sindaco per blindare il proprio seggio, come suppongono alcuni.

La Lega e La Pigna
Meno semplice da interpretare la volontà della Lega, il gruppo più numeroso, che prima per qualche tempo ha accolto il candidato sindaco 2016 Massimiliano Alberghini, poi tornato a rappresentare se stesso, e che di recente ha perso la consigliera Rosanna Biondi surrogata con Nicola Pompignoli. Le elezioni a Faenza in settembre, la trazione tutta extra ravennate con la capogruppo Gardin della Bassa Romagna, il parlamentare forlivese Jacopo Morrone e il consigliere regionale faentino Andrea Liverani, figure si dice non perfettamente amalgamate; tutto contribuisce a rendere complicata la lettura delle intenzioni su Ravenna. La responsabilità di guidare la nuova coalizione per peso elettorale e numero di consiglieri spetta al Carroccio e anche quella di sondare le intenzioni della lista La Pigna, sempre nell’alveo del centrodestra, ma spesso in polemica aperta con l’operato dei consiglieri di opposizione. Non è passata inosservata durante la campagna elettorale per le regionali l’indicazione de La Pigna ai propri elettori per un voto in favore di Gianfilippo Rolando consigliere della Lega e non della capogruppo Samantha Gardin. In mancanza di una sintesi la lista guidata da Veronica Verlicchi dovrebbe organizzare una corsa in solitaria per rimanere in consiglio. Infine insondabile il Movimento 5 Stelle; difficile capire se avrà la forza per affrontare una campagna elettorale e raccogliere il patrimonio di voti lasciato dalla lista Cambierà, rappresentata con caparbia in consiglio da Samantha Tardi, dopo l’uscita di Marco Maiolini ed Emanuele Panizza passati nel gruppo misto.

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