Doppio cognome, ravennati freddi: al 91% solo quello del padre

Soltanto due bambini nati dopo la storica sentenza della Corte costituzionale ha il solo cognome della madre. Nonostante le varie possibilità date, da quattro mesi a questa parte, i ravennati continuano in gran parte a dare ai neonati il cognome del solo padre. La sentenza è stata depositata il primo giugno. Fino a quel giorno a Ravenna erano nati 354 bambini. Di questi, 336 avevano il cognome del papà, 18 avevano invece il doppio cognome (quello paterno seguito dal materno). Dal primo giugno al 5 ottobre la scelta del solo cognome paterno è caduta su 298 nati, per 22 vale il cognome paterno e poi materno; infine appaiono due bimbi che portano prima il cognome della madre poi quello del padre e due con solo quello della madre. Opzioni, queste ultime due, aggiunte per effetto della sentenza della Corte costituzionale di cui però hanno quindi approfittato soltanto quattro nuclei familiari.

Cosa dicono le nuove regole

L’Italia si allinea agli altri paesi europei con la Corte costituzionale che ha sancito che per i nuovi nati il cognome si deve comporre dei cognomi dei genitori, nell’ordine da loro deciso. Per attribuirne solo uno ci deve essere l’accordo tra i due. Nel caso di un mancato accordo e di contrasto sull’ordine di attribuzione dei cognomi sarà il giudice a intervenire. Numeri lontani da quelli di Milano, ad esempio, che su 3.900 nati, in 680 hanno doppio cognome, con ordine prima paterno e poi materno, in 20 solo della madre e in 25 prima quello materno e poi quello paterno. Scompare l’automatismo del cognome paterno con l’opzione di quello della madre in seconda posizione perché, secondo la Consulta, si traduce nell’invisibilità della madre e «il sigillo di una disuguaglianza fra i genitori che si riverberava e si imprimeva sull’identità del figlio, così determinando la contestuale violazione degli articoli 2 e 3 della Costituzione». Da ultimo la Corte Costituzionale ha invitato il legislatore a predisporre con urgenza una legga per «impedire che l’attribuzione del cognome di entrambi i genitori comporti, nel succedersi delle generazioni, un meccanismo moltiplicatore che sarebbe lesivo della funzione identitaria del cognome». L’Italia, buona ultima, abbandona il modello patriarcale e raggiunge i paesi europei che declinano la questione in vario modo, partendo dalla libera scelta dei genitori, frutto di un accordo tra genitori.

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