Ravenna, bancomat in chiesa per le offerte: la svolta della Curia

Curiosità

Nell’era digitale il gesto antico di accendere una candela o lasciare un’offerta in chiesa non è più una questione di monetine. Ora si può fare anche con bancomat o carta di credito.

La curia ravennate corre al passo con i tempi e sperimenta nelle chiese di Santa Maria del Suffragio e di Santa Maria Maggiore il pagamento elettronico tramite due colonnine con touchpad posizionate da qualche settimane, fa sapere il settimanale diocesano “Risveglio Duemila”. Niente più imbarazzi nella ricerca della moneta giusta in fondo alle tasche o nella borsa, davanti alla colonnina predisposta dalla Cassa di Risparmio si può selezionare una cifra predefinita di 1, 2, 5 euro oppure un altro importo in favore delle centralissime chiese, una posta in piazza del Popolo, costruita nel Settecento, l’altra edificata a pochi passi dalla basilica di San Vitale, nel VI secolo. Per il fedele è prevista anche la possibilità di chiedere un Qr code per ottenere la ricevuta.

L’idea è di don Lorenzo Rossini, parroco in solidum moderatore della Cattedrale - San Giovanni in Fonte, scelto dal vescovo per coordinare le chiese del centro, vicario episcopale per l’amministrazione dei beni ecclesiastici, direttore dei Beni culturali, nonché presidente della commissione per l’arte sacra e l’edilizia di culto e membro del consiglio presbiteriale diocesano. A lui si deve un primo esperimento con Satispay quando era parroco della chiesa di San Giuseppe Operaio, ora invece il passo successivo avviene con le carte elettroniche. Nella pagina online del Risveglio Duemila, don Rossini motiva la novità con la necessità di facilitare i tanti turisti che percorrono il centro storico ogni giorno e coloro che utilizzano sempre meno denaro contante. La prova nelle due chiese prescelte durerà fino a Natale, in questi mesi di sperimentazione sarà possibile valutare i costi e affinare il servizio con l’aggiunta della destinazione delle offerte sia per l’antico gesto dell’accensione di una candela, sia per la manutenzione della chiesa o per la questua.

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