RAVENNA – Sono arrivate le note esplicative che dettagliano i contenuti dell’ordinanza firmata nella giornata di ieri – domenica 23 febbraio – dalla Regione, in accordo con il Ministero. Questo è intanto il punto della situazione a Ravenna, aggiornato alle 19 di lunedì 24 febbraio.

Si è in attesa dei risultati del test fatto ad una ragazza che si è presentata nella giornata di ieri in pronto soccorso a Ravenna con una polmonite. Circostanza che ha fatto scattare il protocollo di emergenza cautelativo e una sanificazione degli ambienti. Secondo quanto filtra al momento si è comunque moderatamente ottimisti riguardo alla negatività del tampone. Per ora nessun caso è stato registrato in provincia di Ravenna. Presto, annuncia il sindaco Michele de Pascale, dovrebbe essere attivo un numero verde regionale ma nel frattempo si può fare riferimento al numero telefonico nazionale 1500.

Gli eventi in programma vengono via via annullati: il Comune ne ha cancellato uno in programma il 25 febbraio alla sala Corelli e ha annullato il consiglio straordinario previsto per domani alle 14 in cui si sarebbe dovuto discutere dei recenti episodi vandalici sui monumenti della Resistenza, mentre si svolgerà quello ordinario in cui il sindaco darà una comunicazione sulla situazione del coronavirus. I cinema hanno deciso di chiudere fino al primo marzo. Michele de Pascale, sindaco di Ravenna, spiega che “non c’è alcun motivo di affollare i supermercati. Le principali catene della grande distribuzione hanno fatto sapere di essere in grado di ricevere approvvigionamenti adeguati e costanti”. I mercati sono aperti: si possono svolgere regolarmente.

Palazzo Rasponi dalle Teste, sede di due mostre, è chiuso fino all’1 marzo compreso. Il Mar – Museo d’arte della città di Ravenna rimane chiuso fino all’1 marzo incluso. Ogni attività è sospesa. La mostra fotografica “Unicacina” allestita a Palazzo Rasponi 2 è chiusa. Anche l’Esp ha annullato tutti gli eventi.

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1 commento

  1. Ma è molto difficile capire che bisogna tel il 112 e non recarsi al pronto soccorso? Credo proprio di sì. Siamo noi il problema.

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