Scuole chiuse fino a lunedì primo marzo e con la sospensione dell’attività didattica i dirigenti scolastici sono alle prese con disdette dei viaggi di istruzione programmati e l’annullamento di tutte le iniziative culturali e di carattere collegiale. Da Ravenna a Faenza, dal Lughese a Cervia lo stop forzato ha creato le medesime difficoltà. «Domenica con il personale amministrativo abbiamo comunicato attraverso il sito le disposizioni del ministero e del presidente della Regione – spiega Gianluca Dradi, preside del liceo Scientifico A. Oriani di Ravenna –. Abbiamo disdetto i viaggi di istruzione in partenza ieri e quelli previsti questa settimana per Monaco, Berlino nonché la settimana bianca a Piancavallo programmate per l’indirizzo sportivo: in tutto sono 5 viaggi annullati. La comunicazione è stata fatta attraverso il registro elettronico alle classi interessate. Vedremo cosa succederà in futuro. Un decreto legge del consiglio dei ministri cita il codice del turismo e indica la causa di forza maggiore come motivo di disdetta con rimborso di quanto pagato. Oltre il primo marzo, se le famiglie avranno paura e non vorranno mandare i propri figli in viaggio senza la copertura del provvedimento, ci sarà da pagare una penale».

«Per quanto riguarda il personale a casa – precisa poi il dirigente scolastico –, vale la causa di forza maggiore; per gli studenti le scuole devono garantire 200 giorni di lezioni, quindi è improbabile pensare una riprogrammazione dei viaggi, specie per le quinte». Il telefono della scuola ha suonato ininterrottamente. «Stiamo valutando alcune misure se la chiusura dovesse protrarsi anche la prossima settimana – aggiunge Dradi –, come la possibilità di svolgere videolezioni, per le quali basta un semplice pc».

Anche i ragazzi dell’Istituto tecnico Oriani di Faenza hanno dovuto rinunciare al viaggio a L’Aia di 5 giorni e a una visita guidata a Bologna: «Domenica abbiano cambiato più volte la comunicazione sul sito della scuola perché in un primo momento sembrava sospesa solo l’attività didattica – riferisce il dirigente –. Ora dobbiamo capire se i protocolli e le misure prese questa settimana saranno sufficienti. Abbiamo alcuni studenti cinesi, meno di una decina, per i quali già da tempo erano scattate le prescrizioni dell’Ausl: ovvero l’obbligo di comunicare eventuali viaggi ed eventuali rientri dalla Cina».

«Non avevamo in programma uscite didattiche e viaggi di istruzione a breve – racconta Edera Fusconi, dirigente dell’Istituto comprensivo Cervia III e in reggenza dell’Istituto San Pier Damiano –: solo incontri interni fra docenti o con i genitori. Gli scrutunii per fortuna già stati fatti. Alcuni genitori delle classi terze sono preoccupati per la perdita delle lezioni e per lo svolgimento del programma. Ma si recupererà tutto. Dovesse servire, la tecnologia aiuta: si possono organizzare lezioni a distanza e assegnare compiti. Abbiamo aderito al progetto dell’ufficio scolastico e del Comune per Dante 2021 come Ic San Pier Damiano. Nei prossimi mesi i nostri ragazzi faranno da ciceroni agli studenti in gita a Ravenna nei luoghi danteschi. Noi siamo pronti, vogliamo pensare positivo».

Da Cotignola il preside dell’Istituto comprensivo “Don Stefano Casadio” Paolo Taroni, invita alla calma. «La chiusura ha imposto la sospensione delle attività collegiali e culturali. Non avevamo gite in programma ma solo la presentazione di un libro. Sono arrivate tantissime richieste di informazione e abbiamo nel possibile tranquillizzato le famiglie degli alunni divisi in 5 plessi, 2 scuole una dell’infanzia e una primaria a Barbiano e tre a Cotignola, infanzia, primaria e secondaria. Riteniamo la comunicazione e la prevenzione importanti, occorre pazienza e collaborazione».

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