L'assenza dell’uomo per il coronavirus ha permesso il ritorno sulle spiagge di avifauna solitamente presente nelle riserve o in zone protette

RAVENNA. Dopo due mesi di divieto i ravennati possono tornare a fare attività sportiva e passeggiate in pineta e nei parchi, in attesa di riconquistare anche la spiaggia ora vietata dall’ordinanza regionale e dalle disposizioni del sindaco. Così l’assoluta assenza dell’uomo ha permesso il ritorno sulle spiagge dei lidi di avifauna solitamente presente nelle riserve o in zone protette. Si pone quindi il tema di gestire una convivenza fino ad ora non facile ma che le nuove regole imposte dall’emergenza Covid-19 potrebbero inaspettatamente favorire. Meno ombrelloni e caos, più qualità e cura negli spazi naturali è la richiesta che arriva dal mondo ambientalista.

Nidi, dune e pinete
Da verifiche in corso dal reparto per la biodiversità dei carabinieri forestali, sono presenti nidi in prossimità delle dune di protezione degli stabilimenti balneari dei lidi ravennati, di solito in questo periodo già livellate per far spazio a ombrelloni e lettini e a tutti gli sport di spiaggia. Sarà necessario coordinare gli interventi per eseguire i lavori in sicurezza.
Per Lorenzo Mancini, direttore di Legambiente regionale, è tempo di valorizzare il turismo di prossimità. «La ritardata messa in opera delle spiagge ha permesso il ripopolamento del fratino e delle beccacce di mare in zone dove da decenni erano scomparsi. A Comacchio stanno facendo un monitoraggio e così in altri comuni». La scomparsa per alcune settimane della frequentazione umana non ha cambiato invece gli equilibri all’interno delle pinete ravennati, ma ha permesso agli animali presenti di muoversi in assoluta libertà anche perché i corridoi biologici che garantiscono a cinghiali e caprioli di scendere dalle colline lungo i fiumi in cerca di cibo non sono stati presidiati.

La proposta
Così quella che appare una stagione menomata, per Legambiente diventa il tempo per ripensare l’intero modello della spiaggia. «Quella che può sembrare una debolezza – spiega Mancini – può diventare l’opportunità per rinaturalizzare tratti di spiaggia anche con la piantumazione di specie autoctone. La presenza di nidi può diventare un elemento di valorizzazione e non penalizzante con piccole aree di tutela segnalate. Non vorremmo che al contrario data la necessità del distanziamento degli ombrelloni, si pensasse a una diminuzione della spiaggia libera. Non sarà possibile vivere la spiaggia come si siamo abituati, allora fermiamoci e pensiamo a un modello ecologico».
Sulla stessa linea la consigliera regionale Silvia Zamboni e il co portavoce della federazione Verdi Paolo Galletti, che parlano di turismo sostenibile come necessità strategica. «Gli aiuti economici al settore sono cruciali per la ripresa, come Europa Verde chiediamo che diventino anche occasione per indirizzare il turismo verso la sostenibilità». Niente più spazi congestionati, mobilità caotica, ma risorse tramite bandi, a chi è disponibile ad interventi che migliorino la qualità degli stili di vita. «La mobilità va ripensata, promuovendo i mezzi elettrici, l’uso della bicicletta e dei mezzi di trasporto pubblici su gomma su ferro, che dovranno essere frequenti e adeguati a mantenere le distanze interpersonali».

Argomenti:

coronavirus

ravenna

spiaggia

uccelli

1 commento

  1. Leggendo questo articolo del Corriere Romagna, ho letto della Avifauna, è ritornata a nidificare sulle spiagge in una parte della costa ravennate.
    Qyesto e stato possibile per la tranquillità che in quella zona, la spiaggia adesso è libera, per il fatto che non viene popolata dalle persone per i divieti che la Regione Emilia Romagna ha emanato per l’emergenza Corona Virus.
    È una cosa importante che certe specie di uccelli ritornino a nidificare sulla spiaggia del litorale ravennate.
    Già in quella zona vi sono delle realtà ambientaliste notevoli come il parco delle Valli di Comacchi, dove vi è una fauna notevole di uccelli acquatici sono liberi nel bellissimo territorio , che si apre ad uno spettacolo eccezionale ai nostri occhi.
    È la natura che si riappropria del territorio, ritornando a popolare di specie animali, noi umani dobbiamo prendere atto di questo, perché la natura a in sé la forza di riprendere i suoi spazi, che per lungo tempo gli è stata negata.
    Sono sicuro che anche noi persone, possiamo prendere esempio da questa realtà, che la natura anche se maltrattata ha la forza di rigenerarsi.
    Chissà che questa esperienza dia a noi umani una consapevolezza migliore, con il rapporto con la natura, rispettando i suoi spazi, amandola non solamente con le parole, ma anche con i fatti.
    Lo si può fare, basta avere la buona volontà e la cultura del territorio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *