Non era mai successo, ma la pandemia abbatte ogni consuetudine e modifica le relazioni umane, così è il caso degli ospiti anziani dell’Opera di Santa Teresa che hanno preso carta e penna per rivolgere un accorato appello ai cittadini di Ravenna perché non dimentichino di usare il cuore in questo tempo funestato dal Covid 19. Un vero e proprio decalogo di buone prassi e di cautele da applicare senza dimenticare l’amore per sé stessi e per il prossimo. «Mamme e Papà, Ragazzi e Ragazze, ascoltateci, fateci questo immenso regalo». Questo l’incipit della missiva: «Dopo l’accorato appello del nostro Presidente della Repubblica, che abbiamo seguito con attenzione ma anche apprensione, anche noi anziani in Struttura desideriamo appellarci a Voi, al vostro cuore ed alla vostra sensibilità. Proviamo a trasformare gli obblighi, che ci hanno imposto le Istituzioni pubbliche, in misure di autoregolamentazione, di buone prassi per la nostra, ma anche altrui, salute».

Dispositivi

Senza formalità con un linguaggio diretto gli anziani elencano le misure note per contenere il proliferare dei contagi. «Teniamo sempre le distanze e non assembriamoci. Cosa volete che sia almeno un metro. Un giorno potremo raccontare che un metro di distanza ci ha consentito di poter percorrere migliaia e migliaia di chilometri in salute ed allegria, in compagnia dei nostri cari e dei nostri amici». E poi la mascherina che tante polemiche e isterie ha provocato nei mesi passati. «Vediamo il lato positivo. Intanto gli occhi sono liberi, sono espressione di noi stessi, ci si legge comunque un sorriso possiamo tranquillamente vedere da vicino, evitare fastidiosi ostacoli e soprattutto “vedere lontano”, scrutare orizzonti futuri di felicità. Così pure le orecchie non sono imbrigliate. Possiamo udire rumori, suoni, silenzi, la musica, ascoltare chi ci parla e, con pazienza santa, chi “ce la suona e ce la canta”». Una mascherina, scrivono gli ospiti, che protegge dallo smog e «dai moscerini. Al di là delle battute non diteci che è così insopportabile! Ci salva la vita. Laviamoci spesso le mani, evitando il più possibile di toccarci occhi, naso e bocca».

Ministri e presidenti

Si rivelano poi consci delle necessità dettate dall’igiene: «Pensare che ci tocchiamo il viso circa 24 volte in un’ora, anche inconsapevolmente, non farlo è uno sforzo non da poco. Ma tentiamo lo stesso. In questo periodo proviamo a sentirci Presidenti, Ministri, Governatori e Sindaci di noi stessi, della nostra famiglia, per tutti gli onori, ma anche gli oneri e le responsabilità che una tale carica comporta». Delicati e spiritosi, gli ospiti residenti nella struttura dell’Opera di Santa Teresa non dimenticano di pensare al futuro di tutti i cittadini, tornando anche se a distanza e con i limiti oggettivi imposti dall’età a far parte del corpo attivo della comunità ravennate, come negli anni migliori della loro vita. «Pur se inconsapevolmente un vaccino contro il virus l’abbiamo già e da tanto tempo, in grandi quantità se solo lo vogliamo, senza necessità di ricetta, senza dover tirar fuori un euro, in una “formula” non certo chimica ma semplice quanto efficace: l’amore, il rispetto e la responsabilità verso noi stessi ed il prossimo. Cosa aspettiamo – concludono con commozione – ad assumerlo subito ed in notevoli dosi?».

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