CORIANO Non poteva intervenire con il rischio di prendersi una coltellata, ma nel tentativo di fermare la furia di padre e figlio si è avvicinato per riprendere la scena dell’aggressione con il telefonino, allo scopo di far desistere e mettere in fuga gli aggressori. Il testimone ha comunque rischiato grosso: i due prima lo hanno minacciato e poi hanno cercato di investirlo con la macchina. Si è salvato per un soffio soltanto grazie alla sua prontezza di riflessi, mettendosi al riparo lungo una scalinata. L’altra sera c’era parecchia gente radunata nella piazza sottostante al sagrato della chiesa, ma non è stato facile il lavoro dei carabinieri nella ricerca e individuazione di qualcuno che avesse visto l’accoltellamento e soprattutto avesse il coraggio di metterlo a verbale. Decisiva è stata, ancora una volta, la figura del comandante della stazione dell’Arma. Grazie alla fiducia riposta nel maresciallo Francesco Liguori c’è stato chi ha vinto le proprie paure e ha fornito altri tasselli all’inchiesta-lampo che nel giro di poco tempo ha portato all’individuazione degli autori dell’aggressione. La conferma da una parte della professionalità dei militari, dall’altra dell’assenza di quei tratti di omertà che caratterizzano altre realtà del Paese.
L’amministrazione di Coriano a nome di tutta la cittadinanza, ringrazia l’Arma dei carabinieri per il tempestivo intervento. Lo fa attraverso una nota a firma del sindaco Domenica Spinelli che si complimenta con gli uomini del maresciallo Francesco Liguori e con i colleghi della Compagnia di Riccione e del comando provinciale «sempre presenti, al massimo delle loro possibilità, sul territorio con una precisa conoscenza delle sue dinamiche». Oltre agli «auguri di guarigione» al ferito, la prima cittadina s’appella ai giovani perché «evitino fuorvianti richiami» e si augura leggi che prevedano «pene certe».

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