Lo investono con l’auto, lo prendono a pugni in mezzo alla strada, incuranti della presenza di altre persone nel piazzale della chiesa, e gli piantano in pancia un coltellaccio da cucina lungo venti centimetri. «È stato trafitto da parte a parte» dirà, sconvolto, uno dei testimoni. «Quando l’ho soccorso gli uscivano le viscere».

L’aggressione è avvenuta l’altra sera a Coriano, verso le 21.30, in via Garibaldi, a due passi dalla chiesa degli Orfani.

In manette, con l’accusa di tentato omicidio pluriaggravato in concorso, sono finiti Gaetano e Francesco Antonini, padre e figlio di 44 e 20 anni, residenti a Coriano. Il ferito, un venticinquenne nato a Forlì (ma anche lui residente nella zona), è ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Bufalini di Cesena. Sull’addome, stando al referto medico, aveva uno squarcio di una decina di centimetri: è stato operato d’urgenza, ma bisognerà attendere le prossime ore per sapere se riuscirà a cavarsela. Prima di perdere conoscenza sarebbe stato proprio lui, come nella scena di un film, a sussurrare ai soccorritori i nomi chi lo aveva ridotto in quello stato. Gente già nota alle forze dell’ordine, uno è un ex sorvegliato speciale (sono difesi dall’avvocato Massimiliano Orrù): in meno di ore i carabinieri di Coriano e i colleghi del reparto operativo di Riccione hanno raccolto sufficienti indizi per andarli a prendere e per far scattare le manette ai polsi. Tecnicamente si tratta di un fermo di polizia giudiziaria (il magistrato di turno informato dell’accaduto è il pubblico ministero Davide Ercolani). Si sospetta che si sia trattato di un regolamento di conti legato alla droga. Padre e figlio volevano impartire una “lezione” al ragazzo. Prima lo hanno investito con la Polo Volkswagen su cui viaggiavano. Quindi nello scendere dall’auto con il coltello in mano, prima di dare il via al pestaggio, Gaetano Antonini avrebbe pronunciato una frase del tipo: «Così impari a farti vedere sotto casa mia».

Il venticinquenne, fisico da pugile, ha cercato di difendersi reagendo ai colpi subiti in faccia e alla schiena da Francesco Antonini, poi però ci ha pensato suo padre a mettere fine alla zuffa. Lo hanno visto mentre sferrava la coltellata all’addome. Sebbene ferito il ragazzo ha continuato a battersi. Alle sue richieste di aiuto qualcuno, dalla piazza inizialmente gremita di gente, ha risposto avvicinandosi alla scena. Una circostanza che ha costretto i due congiunti a recuperare la lama e risalire in macchina: prima di scappare però, sempre con il padre alla guida, hanno tentato di investire un giovane che aveva cercato di riprendere l’aggressione con il telefonino. Gli investigatori, ben presto, hanno avuto un quadro della situazione. Nel frattempo, padre e figlio hanno però tentato di sviare i sospetti. Dopo aver lasciato la Polo lontana da casa sono tornati indietro in qualche modo senza farsi notare da nessuno. All’arrivo dei carabinieri hanno negato tutto. A incastrarli ci sono i testimoni, un video sfocato, e quelle che potrebbero essere le ultime parole dell’aggredito.

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