Cesenatico, salvata una tartaruga di 66 chili rimasta intrappolata in una rete a strascico

È finita nelle reti di un’imbarcazione al largo di Cesenatico, ma tra pochi giorni potrebbe già tornare a nuotare in mare. Nancy, una femmina adulta Caretta caretta di 66 chili, è stata recuperata dall’equipaggio del motopeschereccio “Rimas” dopo essere rimasta accidentalmente intrappolata nelle reti a strascico. A dare l’allarme è stato il comandante Massimo Rossi, che ha contattato il Centro di Recupero della Fondazione Cetacea di Riccione. Da anni impegnato nel salvataggio delle tartarughe marine, nel 2021 Rossi aveva ricevuto anche un riconoscimento simbolico per il suo contributo presso il Museo della Marineria. Un gesto che, anche questa volta, si è rivelato decisivo per la sorte dell’animale.

“Da tempo cerchiamo di sensibilizzare i pescatori del porto sulle procedure da seguire in questi casi. Le tartarughe catturate involontariamente rischiano di annegare: così come gli esseri umani, respirano con i polmoni e, se rimangono sott’acqua troppo a lungo, non riesco a tornare in superficie, con il rischio di principi di annegamento o embolie, i cui danni non sono immediatamente visibili a occhio nudo”, spiega Alice Pari, una delle responsabili della Fondazione.

La prima regola, dunque, è non avere fretta di restituirle al mare. Una volta portata a bordo, la tartaruga deve essere sistemata in posizione inclinata, così da favorire la fuoriuscita dell’eventuale acqua dai polmoni, e tenuta sotto osservazione. Se dopo circa un’ora non si riattiva, è il momento di chiedere aiuto al centro di recupero. È quello che è successo a Nancy. Alla chiamata di Rossi è infatti seguito l’intervento degli operatori della Fondazione, che hanno trasferito la tartaruga a Riccione e avviato gli accertamenti. Analisi del sangue e radiografie hanno permesso di escludere, nei primi controlli, la presenza di corpi estranei e di acqua nei polmoni. Ora si attendono gli esiti degli esami inviati ai laboratori.

Nel frattempo Nancy sembra avere fretta di lasciarsi alle spalle la disavventura. “È molto vivace – racconta Pari – ed è un buon segno, perché probabilmente il decorso sarà più breve”. Se i risultati confermeranno le sue buone condizioni di salute, la Caretta caretta potrebbe già essere liberata la prossima settimana. E farle riprendere il largo in tempi brevi, in questo periodo dell’anno, è fondamentale anche per tutelare la potenziale futura prole: siamo nel pieno della stagione riproduttiva delle tartarughe marine e, data la taglia e la stagione, potrebbe trattarsi di una femmina pronta a deporre le uova. Con ogni probabilità il ritorno in mare avverrà a Riccione. Riportare Nancy fino a Cesenatico significherebbe infatti sottoporla a un nuovo e impegnativo trasferimento.

Durante il viaggio verso il centro di recupero le tartarughe vengono mantenute all’asciutto e adagiate su appositi materassini, affinché il loro stesso peso non gravi sugli organi interni. Una precauzione ancora più importante quando l’esemplare sulla bilancia raggiunge i 66 chili. Per rivedere l’acqua Nancy dovrà aspettare l’alba. Il rilascio avverrà dalla riva, nelle ore più fresche e prima che la spiaggia si popoli di bagnanti. In questi giorni la Fondazione sta valutando anche l’organizzazione di un piccolo evento aperto al pubblico per l’occasione.

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