Ha retto anche in secondo grado l’impianto accusatorio del processo “Radici”, l’importante inchiesta sulle infiltrazioni della criminalità organizzata in Riviera. La Corte d’Appello di Bologna ha confermato la sussistenza della gran parte dei reati contestati e l’aggravante del metodo mafioso per diversi imputati, concedendo solo alcuni leggeri sconti di pena considerati fisiologici in questo grado di giudizio. Per il territorio di Cesenatico il verdetto è totale: i giudici hanno riconosciuto tutti i reati commessi nella località costiera e confermato il risarcimento dei danni al Comune, che si era costituito parte civile nel procedimento.
La pronuncia della magistratura bolognese rappresenta un segnale fondamentale per il territorio e per la tenuta del tessuto economico locale. Sull’esito del processo è intervenuto direttamente il sindaco di Cesenatico, Matteo Gozzoli, esprimendo soddisfazione e ringraziando il pubblico ministero Marco Forte, l’avvocato Giuseppe Rizzo e tutte le forze dell’ordine coinvolte, a partire dalla locale tenenza della Guardia di Finanza e dal Comando di Polizia di Cesena.
Il primo cittadino ha voluto commentare la decisione con queste parole, lasciate nella loro forma originale: «La sentenza di appello conferma in toto l’impianto accusatorio con l’aggravante del metodo mafiosi per alcuni degli imputati, anche in relazione al nostro territorio. Ci sono stati dei leggerissimi sconti di pena che non modificano lo sguardo generale sul processo “Radici”. Ringrazio il PM Marco Forte, l’avvocato Giuseppe Rizzo e tutte le forze dell’ordine coinvolte nelle indagini, specialmente la tenenza della Guardia di Finanza di Cesenatico, e il Comando di Polizia di Cesena unitamente a tutti quanti si sono impegnati in questa operazione così importante. La conferma della sentenza ci dà coraggio perché ribadisce ancora una volta che grazie alla reattività della comunità, al lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, i territori si possono ancora difendere dalle infiltrazioni».