Cesena, striscione “L’Italia agli italiani” al Liceo Classico. L’assessora alla scuola: “Ragazzi, le parole che seminano cattiveria lasciatele agli adulti”

Cesena
  • 08 giugno 2026

Dopo aver appreso dal Corriere Romagna che durante l’ultimo giorno di lezioni al Liceo ‘Monti’ di Cesena, alcuni studenti hanno esposto uno striscione con la scritta ‘L’Italia agli Italiani”, intonando cori inneggianti alla X Mas, l’assessora alla Scuola e ai Servizi educativi dell’infanzia, Maria Elena Baredi, ha indirizzato una lettera aperta agli studenti. “Resto profondamente amareggiata – scrive – e considero le parole apparse dal balcone di una scuola cesenate, in occasione dell’ultimo giorno di lezioni, un’offesa rivolta all’intera città. Quasi che, provocatoriamente, quello slogan potesse essere liquidato come una semplice goliardata per celebrare l’inizio delle vacanze estive, la sospensione delle lezioni e la pausa scolastica. In realtà, ciò che è stato davvero sospeso è stato il pensiero critico. So bene che oggi il ragionamento viene troppo spesso sacrificato in favore del luogo comune e della battuta facile, e che allo sforzo dell’approfondimento si preferisce la ripetizione acritica di espressioni d’effetto ascoltate qua e là. Ma questo, ragazze e ragazzi, è uno degli aspetti più tristi e preoccupanti del nostro tempo. Non lasciatevi trascinare su questa strada da adulti che hanno smesso di credere nella possibilità di costruire un mondo più giusto”.

“Quelle parole – prosegue – lasciatele agli adulti insoddisfatti e incattiviti. Quelle parole dette e scritte in una scuola sono assolutamente deplorevoli. Quelle parole contraddicono e offendono i contenuti di studio del percorso scolastico. Chi ha studiato Terenzio deve sapere che nulla di ciò che è umano può essere estraneo all’umano. E di Pericle possiamo dire di non aver capito nulla se non siamo in grado di confrontarci con l’idea di città aperta al mondo intero. La biologia ci insegna che l’unica regola della natura è la complessità e che l’equilibrio naturale non è statico ma dinamico, fondato sulla biodiversità. La storia del Novecento è lì a testimoniare che l’esito naturale dell’intolleranza sono le leggi razziali e gli olocausti. Le pagine più potenti dei vangeli, per chi ha studiato davvero religione, sono quelle del discorso della montagna e quelle delle opere di misericordia”.

“Ecco - si legge - siano queste le idee e le parole da appendere dai balconi di ogni scuola. Parole potenti che invitano al dialogo e al confronto. Le parole aride, che non costruiscono, che seminano cattiveria in un mondo già cattivo, lasciatele, cari ragazzi, agli adulti che non hanno avuto magari la fortuna di poter studiare come voi e che il tempo e la ricerca di una vana gloria hanno reso ottusi e privi di qualsivoglia lucidità intellettuale”.

La Lega: “No alle strumentalizzazioni”

Così in una nota la Lega di Cesena: “La scuola dovrebbe essere estranea a dogmatismi e ideologie di parte e, soprattutto, i docenti dovrebbero sentirsi obbligati a lasciare a casa le proprie visioni partitiche per assumere, nelle aule, atteggiamenti neutri. A scuola si deve fare politica, ovvero discutere di ciò che attiene alla vita pubblica della comunità, che è anche educazione alla cittadinanza e esercizio autonomo del proprio pensiero critico, ma le aule non possono essere luoghi di propaganda di ideologie di partito. Eppure spesso accade. Non possiamo fare finta di nulla, assessore Baredi. A più di un cinquantennio delle contestazioni studentesche del 1968 siamo tutti consapevoli che fra i docenti ce ne sono molti che hanno imboccato un’inesorabile deriva ideologica di sinistra trasformando le cattedre in spazi di propaganda e influenzando l’orientamento culturale degli studenti. Dunque, egregia assessore, chi è senza peccato scagli la prima pietra (Giovanni 8,7)”.

Continua la nota: “Noi non intendiamo difendere chi ha appeso il telo al liceo Monti con su scritto ‘l’Italia agli italiani’, non ci interessa, né gli diamo importanza, ma certamente non ravvisiamo alcuna denotazione ‘razzista’. È invece evidente la strumentalizzazione che ne è stata fatta per alimentare quel clima tossico e aggressivo che la sinistra sta alzando da tempo attraverso tutte le sue articolazioni partitiche, mediatiche, culturali. Una sinistra che demonizza la libertà di parola e di opinione altrui quando si discosta dalla propria. La realtà quotidiana, assessore Baredi, è molto diversa da quella immaginaria della sinistra che cancella i continui drammatici fatti di cronaca, che accadono anche in Emilia-Romagna, perché scomodi alla propria narrazione. Sospetti attivisti di Hamas invitati in scuole elementari di Modena con i bimbi che cantano ‘Free Palestine’ e poi il presunto attacco terroristico di un italiano di seconda generazione di origini marocchine sempre nella stessa città. Tanti episodi che dovrebbero costringere le amministrazioni Pd ad affrontare i propri tabù e i propri errori, in particolare sulla cittadinanza. Avere la cittadinanza, ormai è evidente, non significa essere italiano. Troppi neo-italiani di seconda generazione, non emarginati e più o meno radicalizzati, rigettano identità, valori e cultura del nostro Paese che non amano. Il fenomeno ‘maranza’ che preoccupa tanto i sindaci la dice lunga. Questo è il tema prioritario, assessore Baredi, non tranciare pregiudizi affrettati su frasi come quella scritta sul telo al liceo Monti”.

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