La voce rotta. Tremante. Il suono delicato delle parole piene di sincerità. Ha posato il fischietto e si è seduto in panchina Matteo Bellomo, allenatore dell’Under 12 del Volley Club Cesena, squadra in cui giocava Mathias Tonti, scomparso in un tragico incidente sugli sci. Lo sforzo questa volta non era fisico. Il punto? Il più difficile da chiudere. «Ha lasciato un buco enorme. Non sarà facile rimarginarlo - ha ammesso mentre era intento ad avvisare singolarmente i suoi giovani atleti della scomparsa del compagno e amico -. Era il più piccolo della squadra, ma solo all’anagrafe. Sul campo si è sempre fatto valere. Era un ragazzo molto diligente, si impegnava al massimo e poi aveva un dono: era educatissimo, dentro e fuori la palestra». Umiltà e maturità. A 12 anni. «La pallavolo era la sua passione. Si percepiva dal suo atteggiamento. Dalla voglia di aiutare e dare sempre il suo contributo anche nei momenti di difficoltà della squadra Era il primo a fare gruppo, ad avvicinarsi ai nuovi e a coinvolgerli. Era un esempio da seguire» ha affermato l’allenatore. Un sorriso si è accesso sul volto di Matteo. E così ha voluto che finisse il suo ricordo del suo giocatore. Bello. Pieno. Gioioso e solare. Come Mathias. Stroncato da un destino che ha saputo rivelarsi maledetto nella sua crudeltà. E inspiegabile nella sua manifestazione. «Mathias se n’è andato facendo ciò che amava» ha concluso Bellomo. Già. Come il suo idolo Ayrton Senna.
Cesena, scomparso a 12 anni per una caduta sugli sci, l’allenatore in lacrime: “Mathias lascia un vuoto enorme”