A Cesena la riqualificazione della Galleria Urtoller, prevista nel 2026, deve diventare il punto di partenza per una nuova fase di rigenerazione complessiva del centro storico. È la richiesta di Confcommercio Cesena, che invita l’amministrazione comunale a cogliere questa occasione per programmare fin da subito interventi coordinati anche sulle altre gallerie cittadine.
«I lavori su Galleria Urtoller rappresentano un passaggio strategico – afferma il presidente Augusto Patrignani – ma non possono rimanere un episodio isolato. È il momento di inserire questo intervento in una visione più ampia, prevedendo la riqualificazione anche di Galleria Almerici e Galleria Oir, che oggi presentano criticità evidenti e situazioni di parziale degrado. Solo attraverso una programmazione coerente possiamo garantire continuità e qualità agli interventi».
Per Confcommercio la rigenerazione deve estendersi ai portici, elemento identitario e commerciale fondamentale del centro storico. «Occorre avviare un progetto strutturato e condiviso tra amministrazione comunale e privati, sostenuto da fondi mirati – prosegue Patrignani – perché gli imprenditori, da soli, non riescono a farsi carico di opere di riqualificazione importanti». Particolare attenzione viene richiesta per i portici di via Zeffirino Re, dove oltre al degrado si registra la presenza di numerosi locali sfitti. «Da lì bisogna partire – sottolinea – per poi estendere progressivamente gli interventi a corso Mazzini, corso Garibaldi e fino a corso Ubaldo Comandini».
L’associazione chiede inoltre l’elaborazione di un piano di arredo urbano leggero ma identitario, capace di restituire al centro storico una fisionomia coerente con la sua storia di città malatestiana. «Negli anni si è intervenuti in modo frammentato – osserva Patrignani – con pavimentazioni e arredi non sempre coordinati tra loro. Il centro ha bisogno di uniformità, qualità estetica e riconoscibilità, anche per sostenere il lavoro dei commercianti negli allestimenti delle vetrine».
Non meno urgente, secondo Confcommercio, è il contrasto al cambio di destinazione d’uso dei locali commerciali trasformati in garage, fenomeno già avvenuto in via Pescheria, in via Montalti e in alcune vie nei pressi di Sant’Agostino. Quello che amareggia è che questa situazione pare risultare indifferente a tutti ed essere considerata un fenomeno ineluttabile. «Il rischio è quello di un progressivo impoverimento del tessuto economico del centro – avverte Patrignani –. Se non si interviene con regole chiare e controlli puntuali, il fenomeno può estendersi ulteriormente, riducendo servizi, presidio e vitalità».
Infine il tema della mobilità. «Il centro storico deve essere accessibile e competitivo – conclude Patrignani –. Serve riaprire il confronto sul piano della mobilità, garantendo parcheggi comodi, non distanti dai negozi e con tariffe più sostenibili. Dobbiamo mettere le attività del centro nelle stesse condizioni dei centri commerciali. Solo così la rigenerazione sarà davvero completa, equilibrata e duratura».