Cercano una casa a Cervia e trovano la truffa: “Il proprietario non sapeva niente”

Cercano casa a Cervia per l’estate e trovano l’ennesima truffa. Non si tratta però del solito raggiro, che nasconde un’abitazione fantasma, o peggio ancora di un annuncio sospetto su un sito Internet inaffidabile. No, la casa poco lontano dal lungomare apparsa in un annuncio online su due portali accreditati esiste eccome, peccato che il legittimo proprietario ci viva e non abbia mai pensato di affittarla. A raccontare l’accaduto è una delle quattro ragazze truffate, giunte a Cervia per lavorare durante la stagione turistica e qualche tempo fa in cerca di una sistemazione da giugno a settembre. Solo in questi giorni le ragazze hanno scoperto dopo la denuncia ai Carabinieri e la segnalazione a Federconsumatori di non essere le sole vittime della truffa.

Il raggiro

Dai contatti intercorsi con quella che credevano essere la proprietaria, subito le ragazze ottengono la visura catastale, la pianta della casa e un contratto redatto secondo tutti i crismi per il periodo richiesto, e sulla base della documentazione versano la caparra. Ma quando una di loro decide di portare le proprie cose a casa, gli ultimi giorni di maggio, si materializza l’incubo.

«La mia amica con le valigie in mano si è trovata di fronte il vero proprietario e la moglie, allibiti. La signora che ci aveva contattato, tale Erika Tarozzi, certo un nome falso, si era dimostrata tranquilla e pronta nell’inviarci la documentazione necessaria. Abbiamo sottoposto il contratto a un avvocato ed era tutto regolare. L’unica cosa che doveva insospettirci è che fino al 28 maggio non era disponibile a farci vedere la casa. Ci siamo fidate e abbiamo fatto il bonifico di 3.300 euro per la caparra su un importo totale di 5.200 euro. Ogni tentativo di bloccare la transazione su un conto online è stato inutile».

Furto d’identità

Come sempre i guai non arrivano mai soli e confrontando le visure emerge il cuore del raggiro. La casa in questione è intestata ai coniugi proprietari, mentre nella visura in mano alle ragazze appare il nome di Erika Tarozzi e quello della moglie del legittimo proprietario.

Da qui la decisione di tutti di sporgere denuncia ai Carabinieri di Cesena per la truffa e per il furto d’identità.

«La cosa incredibile – racconta la ragazza – è che mentre eravamo in caserma il proprietario è stato raggiunto al telefono dalla vicina, che lo avvertiva dell’arrivo di altri ragazzi che dicevano di aver preso la casa in affitto per l’estate, versando 4mila euro di caparra. Ho pubblicato un post sui gruppi Facebook della località per avvertire le persone dell’accaduto e un ragazzo mi ha scritto in privato dicendo che anche lui aveva affittato la stessa casa con un acconto di 4.500 euro. I carabinieri conoscevano già la vicenda».

Un colpo fruttato al momento quasi 12 mila euro solo con la pubblicazione di un annuncio, corredato da foto d’interno false e da una documentazione quasi vera, se non fosse per il nome del proprietario della casa. L’annuncio ora non più visibile online, potrebbe riapparire, temono le ragazze, in relazione ad altre località e ad altre case.

«Non vogliamo che succeda ad altri. Per noi si trattava di un punto di appoggio per lavorare, e per me era la prima volta che cercavo un affitto in condivisione. Ora le mie amiche sono in mezzo a una strada. Io posso appoggiarmi alla struttura dove lavoro, anche se cercavo una soluzione alternativa. Ma le altre non sanno dove andare. Quanto alla truffa, penso che si tratti di persone ignobili capaci di approfittare dei giovani che vengono a lavorare in Riviera. Ci sono altre denunce e sono certa che li troveranno».

Con l’arrivo dell’estate per Federconsumatori crescono a dismisura le segnalazioni e i contatti con persone vittime di truffe e raggiri in Riviera. Ma il presidente provinciale Vincenzo Fuschini riesce ancora a stupirsi di cosa accade quando si concentra l’attenzione sul mercato degli affitti nelle località balneari. Case e appartamenti sono ricercati soprattutto dai turisti, ma anche da chi lavora in estate come stagionale e viva la casa come una necessità. «Ogni anno – assicura Fuschini – sentiamo di tutto, ma il fatto raccontato dalle quattro ragazze del ravennate avvenuto a Cervia è insolito anche per noi. In questa zona non avevamo mai sentito parlare di una casa intestata a due persone, in questo caso coniugi e legittimi proprietari, che venisse affittata, a loro insaputa, da una terza persona con un furto d’identità. La casa messa sul mercato esiste ma il vero proprietario ci abita e non ha mai avuto intenzione di affittare. Sappiamo che ci sono altre persone che sono cadute nello stesso inganno. Alle ragazze che ci hanno segnalato il caso abbiamo già offerto, nel caso vengano individuati i responsabili, assistenza legale. E se si arriverà a processo ci costituiremo parte civile». Dalle case fantasma alle vendite fittizie, le forze dell’ordine invitano alla massima prudenza quando si risponde ad annunci online, per non cadere in raggiri. Tra i comportamenti suggeriti c’è l’incontro con l’inserzionista e la visita alla casa, diffidando di chi adduce scuse; il salvataggio tramite screenshot dell’annuncio al quale si è risposto e di tutte le comunicazioni intercorse; il valore della caparra che non deve superare il 20% del totale e il controllo dell’affidabilità dell’inserzionista. È bene controllare quanti annunci ha pubblicato, diffidando da chi ha un solo annuncio attivo. Infine il prezzo dell’immobile deve essere in linea con le offerte della località e con il tipo di casa.

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