Caro bollette, il tennis a Ravenna pensa a una stagione all’aperto

Anche lo sport fa i conti con il caro energia. Ottobre di solito coincide con la copertura dei campi da tennis in vista delle temperature rigide dell’inverno, ma quest’anno nulla può essere dato per scontato. Non è escluso che diverse strutture rinuncino ai campi da gioco al chiuso, proponendo il tennis in un’inedita versione invernale. «L’anno scorso – spiega Mirko Zannoni, consigliere dello storico circolo Zavaglia – nel mese di dicembre abbiamo pagato una bolletta di 13mila euro, quest’anno la spesa prevista è di 48mila. L’utilizzo di un campo al chiuso con il riscaldamento acceso avrebbe un costo orario di circa 40 euro. Si tratta di un importo difficilmente sostenibile e il circolo si sta interrogando sul da farsi. Convocheremo a breve un’assemblea per coinvolgere tutti i soci in una scelta per nulla semplice. L’ipotesi più estrema è offrire una stagione interamente all’aperto. Oppure potremmo coprire soltanto alcuni terreni da gioco e tenere il riscaldamento al minimo, ma anche questa strada presuppone costi non indifferenti. Ogni ipotesi è al vaglio e decideremo tutti insieme; in ogni caso rinvieremo il più tardi possibile l’eventuale allestimento delle coperture pressostatiche e in primavera anticiperemo le attività all’aperto».

Preoccupazione per i giovani

La crisi energetica rischia di spazzare via abitudini consolidate, che all’improvviso sembrano essere diventate veri e propri lussi: «Siamo preoccupati per la scuola giovanile di tennis – dice Zannoni –. Il tennis già non è uno sport tra i più economici; se aggiungiamo ulteriori costi, per le famiglie potrebbe essere un vero problema. Cercheremo una soluzione che tuteli i nostri giovani atleti, circa un’ottantina che, tra l’altro, quest’anno hanno ottenuto risultati di rilievo. Le nostre atlete Sara Aber e Cazac Ekaterina, con i maestri Patricio Remondegui e Giovanni Marra, si sono laureate campionesse italiane Under 14 femminile, mentre la squadra maggiore del circolo è stata promossa in A2. Il caro energia non vorremmo che spezzasse un ciclo virtuoso».

Stop alla piscina

La struttura Aquae Sport Center di Porto Fuori, a causa degli alti costi energetici, ha rinunciato alla copertura della piscina e di due campi da tennis in terra rossa, sui quali sarà comunque possibile giocare per tutta la stagione: «Abbiamo fatto delle scelte – commenta Gianluca Lanigra –. I costi da sostenere per il riscaldamento della vasca non erano affrontabili e per lo stesso motivo abbiamo rinunciato a montare le strutture pressostatiche sulla terra rossa. Avremmo dovuto chiedere ai clienti cifre improponibili. Il centro però non rinuncia alla sua attività invernale, garantiamo infatti la copertura e il riscaldamento nei campi da calcio a 5 e 7 in sintetico e da tennis in play-it e da beach tennis e beach volley sulla sabbia. Sono state scelte obbligate, ma siamo anche al lavoro per evitare che questa situazione si ripeta. Sono già partiti i lavori per rendere l’intera struttura sostenibile grazie all’installazione di pannelli fotovoltaici, in modo da renderci autonomi e svincolarci dagli attuali costi energetici».

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