Buggiani e Keith Haring in mostra a Cervia

Keith Haring non ha bisogno di presentazioni. È l’artista che ha usato la silhouette animata dai raggi trasformandola in un “codice base” con cui inventare e ibridare personaggi e animali su qualsiasi spazio disponibile: tele, muri, cartelloni pubblicitari, materiali di recupero, rendendolo uno dei più celebri inventori di arte popolare al mondo. È scomparso a 38 anni.

Paolo Buggiani è un artista toscano, classe 1933; negli anni Sessanta è a New York ad ammirare Andy Warhol, Richard Avedon e Robert Frank per poi tornarci nel 1978 con le sue sculture di fuoco in movimento e le installazioni dei Rettili meccanici da inserire nel tessuto urbano. La metropoli in quegli anni era un museo a cielo aperto: nasceva la street art.

L’incontro tra i due era inevitabile. Si conoscono in quel cortocircuito che mescolava ambientazioni urbane a sperimentazione artistica.

La storia di questa insolita coppia è confluita in una mostra itinerante dal titolo: Made in New York. Keith Haring (Subway drawings) + Paolo Buggiani (& Friends). La vera origine della street art, curata da Gianluca Marziani e Stefano Antonelli, che da oggi fino al 5 giugno è ospitata negli spazi del Magazzino del Sale di Cervia.

Esposte 20 opere originali di Haring, salvate dal loro destino di inevitabile distruzione e conservate da Buggiani, che intuì il potenziale geniale del giovane writer, staccando dai muri una cinquantina di subway drawings, le prime opere in gessetto realizzate dall’artista americano sulle affissioni nere che coprivano le pubblicità scadute. Accanto decine di fotografie che documentano le performance di Buggiani e le sue installazioni a New York; alcune immagini sono state ritoccate in modo originale, così da trasformare la foto di un’azione nell’immagine di un sogno realizzato. Buggiani a Cervia ha inoltre portato le sue personalissime sculture: animali in lamiera leggera, coccodrilli, serpenti e altri rettili, che prenderanno vita nei grandi spazi degli ex depositi del sale.

Ne esce una mostra che cerca di analizzare le origini di un movimento, la street art, che, da oltre quarant’anni anima pareti, strade, edifici e ogni superficie su cui gli artisti imprimono nuovi codici della visione.

Dopo Haring e Buggiani, il prossimo anno toccherà alle opere del celeberrimo Obey, all’anagrafe Shepard Fairey, mentre nel 2024 sarà Banksy chiamato a chiudere la trilogia di mostre, un progetto nato dall’incontro tra l’associazione MetaMorfosi e il Comune di Cervia, grazie alla partnership con FPWS artist hub e Workshop Events.

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