Aumenta lo stipendio ai sindaci, a Ravenna cresce dell’80%

Da tempo se ne parlava senza esito e ora nella bozza della legge di Bilancio firmata dal presidente Mario Draghi appare un capitolo dedicati agli amministratori locali, sindaci e assessori: per loro è previsto un aumento di stipendio, non accadeva dal 2000. Per il sindaco ravennate è quasi un raddoppio visto che l’aumento sarà dell’80%. Per tutti gli 8mila comuni italiani come per i 17 della provincia di Ravenna si tratta di un aumento motivato dal governo con la necessità di colmare la distanza tra primi cittadini e gli eletti in Regione e in parlamento, esposti a responsabilità civili e penali ben minori, a fronte di indennità fra le più alte d’Europa. L’indennità di funzione dei sindaci salirà gradualmente e in base al numero di abitanti e all’importanza del comune, sia capoluogo di Regione, di provincia o semplice municipio. Parametro unico sarà l’indennità di funzione corrisposta ai presidenti di Regione fissata in 13.800 euro lordi al mese.

Ravenna

Se ai sindaci metropolitani (come Roma e Milano) andrà un aumento del 100% dell’indennità, per quelli a capo di un capoluogo di provincia con più di 100mila abitanti, come Ravenna, l’aumento sarà dell’80%. Gli assessori a cascata subiranno sorte analoga con parametri ancora da definire. Un balzo per il neo eletto sindaco De Pascale al secondo mandato, che dal sito del Comune risulta aver percepito nel 2020 compensi connessi alla propria carica, pari a 64.344 euro lordi. L’inquilino di Palazzo Merlato per scelta non è mai stato il più pagato, fra i comuni della Regione e della Romagna. Raggiunto al telefono De Pascale non vuole commentare l’iter della legge che potrebbe subire modifiche sostanziali nelle prossime settimane. «Non si fa il sindaco per l’indennità. Lo dico io che mi sono ricandidato per il secondo mandato. Si tratta di un dibattito nel quale sia corretto che i sindaci non entrino. In passato Anci aveva chiesto modifiche in tal senso, ma ora non ci sono battaglie in atto. Se il testo non passerà nessuno protesterà ed è bene che le valutazioni le faccia il Parlamento».

I comuni

Scorrendo i parametri indicati nella bozza, lasciati capoluoghi di regione e di provincia sopra i 100 mila abitanti, l’incremento è fissato al 70% per i sindaci dei comuni capoluogo di provincia con popolazione fino a 100mila abitanti; del 45% per i comuni sopra ai 50mila abitanti (Faenza); del 35% per i municipi da i 30.001 a 50mila abitanti (Lugo); del 30% da 10.001 a 30mila abitanti (Cervia); del 29% da 5.001 a 10mila abitanti; del 22% da 3.001 a 5mila abitanti e del 16% per i sindaci di comuni con popolazione fino a 3mila residenti.

Tempi e modi

Il tutto avverrà a partire dal 2022 con gradualità: il Governo ha previsto un fondo di 100 milioni per il 2022; 150 milioni per il 2023 e 220 milioni dal 2024, cifre che non coprono l’intera spesa che dovrà essere colmata dai comuni con il voto favorevole del consiglio comunale. Ai sindaci la scelta finale se procedere o meno cogliendo quella che al momento sembra un’opportunità offerta dal governo, salvo sorprese.

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