Affetti collaterali: Wanda, Icardi e le altre tipe

La questione di Wanda Nara e Icardi mi fa tornare in mente la mia esperienza. Fidanzata da 8 anni, scopro che lui -che si professava innamoratissimo e parlava di matrimonio- chattava con due ragazze, e una l’aveva incontrata più volte. Con loro si dichiarava un single alla ricerca del vero amore. Non le dico la tristezza, la delusione, il disgusto. Ovviamente si è ritrovato davvero single, sul vero amore non so. Ma nemmeno per un attimo ho pensato di chiamare le due tipe, né di coinvolgerle o insultarle. Quello impegnato, che raccontava balle, era lui. Sono sbagliata io?
Carolina

Catia Donini

#Caraamica, piazziamo qui come incipit uno dei mantra cui Affetti Collaterali è più legato: “delle vite degli altri non sappiamo nulla”. Per cui su Wanda, Maurito, “la China” e le new entries (chissà al momento in cui andremo in stampa quante saranno) dell’affollato ménage chissà qual è la verità vera. E aggiungiamoci pure che prendere un aereo privato per svagarsi è un bell’aiuto, per noi che al massimo arriviamo in bici furibonde alla Barafonda. Lei non è sbagliata, è capitato a tante di ritrovarsi cornute e avere l’impulso Incredibile Hulk, “ma questa chi è ma come si permette”, però ha fatto bene a non assecondarlo. Con la propria dignità tocca conviverci tutta una vita. Wanda Nara sta trattando Icardi come un minus habens, e la colpa sarebbe di queste rovinafamiglie. No. Lui è sposato, con figli, le chicas sono delle single cui lui ha detto che si stava separando. Non è questione di solidarietà femminile (io sono “personista”, sono focalizzata sul comportamento delle persone e stop), è che sta sbagliando bersaglio. Le successive pantomime social per raddrizzare il guaio paiono uscite dalle menti confuse di due teeenager, però –per l’appunto- le vite degli altri non si giudicano. Alessandra Mussolini perdonò il marito coinvolto nello scandalo delle baby squillo perché “la famiglia è la cosa più importante”. Ognuno si regola come crede, ma non ha senso insultare a mulinello gli oggetti del desiderio del nostro (ex?) partner. Oltre a non essere educativo per i pargoli, eh.

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