A Ravenna il primo dehor in centro storico: è al Costa Cafè

Da qualche giorno fa mostra di sé in piazza Costa, domani Dino Dalfiume titolare del Costa cafè inaugurerà il proprio dehor, il primo in centro storico a vedere la luce, dopo l’approvazione lo scorso anno del nuovo regolamento per l’occupazione e gli arredi sul suolo pubblico. Non una festa aperta al pubblico, ma un momento in cui si ritroveranno i tanti attori di una vicenda non semplice. E nonostante il lungo iter realizzativo, Dalfiume si dice soddisfatto della nuova struttura che permetterà al locale di operare a pieno regime, anche nei mesi invernali.

«Sono felicissimo, la gente ha apprezzato la struttura già funzionante da qualche giorno e ora potremo fare piccola ristorazione, aperitivi e intrattenimenti musicali. Si tratta di un investimento importante dai 70 agli 80 mila euro per 10 – 12 tavoli e poco meno di 60 persone. Ad aprile abbiamo smontato la struttura in legno precedente, poi in attesa delle autorizzazioni, è arrivato Ferragosto e in seguito la difficoltà a reperire i materiali. Però ora abbiamo una sala in più per il nostro bar, con tetto apribile in estate, e la possibilità di impacchettare le vetrate in estate». La struttura in legno e corten segue le prescrizioni imposte dalla Soprintendenza in termini di dimensioni, 10 metri per 3, e un’altezza di 3 metri, e ancora di materiali, colori, rampe, e di riscaldamento che sarà garantito non da un impianto a terra ma da lampade riscaldanti. Dalfiume festeggerà con i tecnici che hanno materialmente seguito la realizzazione del manufatto, con il presidente di Confcommercio Mauro Mambelli, il vicesindaco Eugenio Fusignani, e gli assessori al turismo Giacomo Costantini e al commercio Anna Giulia Randi. A giorni in centro storico dovrebbe vedere la luce un altro dehor, a cura del bar Bollicine di piazza Einaudi, in tutto simile a quello di piazza Costa, con grandi vetrate, legno e corten. Cambieranno gli arredi e l’organizzazione dello spazio scelti dai titolari.

Dal regolamento comunale approvato nel settembre 2020 che doveva snellire le procedure e la realizzazione dei primi dehor in centro storico è passato più di un anno. Il testo riassume tre precedenti regolamenti in materia di arredo e occupazione di spazi pubblici, quindi mezzi pubblicitari, fioriere, tende parasole, e strutture temporanee e i famigerati dehor che in passato fino al 2010 avevano sollevato tante polemiche, fino a scomparire dal dibattito per riapparire nel 2020, complice l’emergenza sanitaria da Covid 19. Al termine del primo lockdown, il governo e gli enti locali allargarono le norme in materia, permettendo a bar e ristoranti di posizionare all’esterno tavoli in spazi maggiori, senza il pagamento della tassa di occupazione di suolo pubblico. Finora a frenare la nascita di dehor in centro storico era stato l’ingente investimento e l’incertezza sui tempi delle autorizzazioni.

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