Zona rossa prolungata fino a maggio, il Comune di Rimini dice no

Basta agli “annunci anticipati via stampa” su possibili ulteriori restrizioni delle misure contro il contagio da coronavirus. Occorre invece cominciare a programmare una “graduale” riapertura delle attività. L’assessore alle Attività produttive del Comune di Rimini, Jamil Sadegholvaad, storce il naso leggendo sui giornali indiscrezioni circa “bar e ristoranti chiusi almeno fino all’inizio di maggio; attività ancora chiuse; proroga dello stato di emergenza fino a giugno”. Dunque di “un’Italia ancora rossa e arancione, con un unico spiraglio di speranza dato dall’annuncio della riapertura delle scuole”. “Credo non ci si possa più permettere di comunicare con le famiglie, le imprese, i lavoratori attraverso annunci anticipati via stampa rispetto a misure che impattano sulla vita e il lavoro di milioni di italiani”, spiega. Infatti ci sono categorie “alle prese con la crisi più profonda e drammatica dalla guerra a oggi”. Negozianti ed esercenti, prosegue, “rischiano di non riaprire le proprie attività” e, “dopo una fase prolungata di sacrifici, restrizioni e chiusure, meritano almeno di avere spiegazioni chiare e prospettive certe”. Il momento, prosegue l’assessore, è “estremamente delicato”, tra una campagna vaccinale “che deve ancora decollare”, un virus “che non molla la presa”, ristori o sostegni “che arrivano col contagocce” e “una stanchezza e un’esasperazione generalizzate”.

L’esempio, allora, arriva dalla Germania, conclude, con lo “storico mea culpa” di Angela Merkel che ha fatto “dietrofront dopo aver annunciato un “super lockdown” per Pasqua”. Occorrono, ribadisce Sadegholvaad, “chiarezza e una programmazione seppur graduale e ben ponderata delle riaperture, che tenga conto della necessità di dover convivere con questo virus ancora per qualche mese”. Così come “messaggi chiari e semplici per non continuare a contrapporre le ragioni della salute a quelle della scuola e dell’economia”.

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