«Anche i libri di poesia, così̀ memoriali, e incentrati nei nuclei sostanziali delle esperienze, a partire da quelle più antiche, dalle origini a Ravenna e dalla crescita a Rimini, accolgono, soprattutto nella parte centrale, una trama di fatti reali e di cronache, riproponendo le questioni basilari che erano state gli oggetti delle sue inchieste nell’incessante dialettica di luce e ombra; e la stessa cosa è accaduta – come risulta evidente – in questi “mattutini” del 2015, Prima dei fatti, che ne sono un parallelo distillato. In essi Zavoli riprende ogni traccia del suo vissuto attraverso l’informazione, lo aggiorna, confrontando passato e presente, con quella serrata pacatezza che lo distingue».

Così l’amica e poetessa Rosita Copioli racconta nella sua postfazione il volume Prima dei fatti che sarà dal 28 gennaio in libreria. Una raccolta degli scritti di Sergio Zavoli pubblicati dal quotidiano Avvenire nel 2015. La prefazione, con un intervento del direttore Marco Tarquinio, è del cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura.

La rubrica su “Avvenire”

Un inatteso diario pubblico, nel quale il grande giornalista riminese intrecciava i fili della memoria e dell’attualità, in un susseguirsi di incontri, divagazioni e improvvise accensioni poetiche. Riunite ora in questo volume, le parole di Prima dei fatti restituiscono una «riserva di umana ed esplicita libertà», come sottolinea Tarquinio. Sono, inoltre, la conferma di una vocazione alla scrittura nella quale l’urgenza della cronaca va sempre di pari passo con la profondità e il nitore della letteratura, secondo la dinamica – per molti aspetti irripetibile – indagata da Copioli.

Ma Zavoli era anzitutto «un credente nel senso “grammaticale” del termine», sostiene Ravasi nella sua appassionata rievocazione dell’«amicizia implicita» con il più raffinato dei reporter: «Il participio presente ammonisce, infatti, che non si crede una volta per sempre».

Anche di questa inquietudine spirituale le pagine di Prima dei fatti rendono testimonianza.

L’autore

Sergio Zavoli (Ravenna, 1923 – Roma, 2020) è stato uno dei più autorevoli e popolari giornalisti italiani dal dopoguerra a oggi. Il suo nome rimane indissolubilmente legato a trasmissioni entrate nella storia della radio e della televisione, come Processo alla tappa, che nel 1962 innovò il racconto dello sport, e La notte della Repubblica, che nel 1989 rivisitò in modo documentato e impeccabile il dramma collettivo degli anni di piombo. Autore di reportage memorabili e direttore di testate prestigiose, nella piena maturità Zavoli si rivelò poeta di estrema originalità e sensibilità, come testimoniano le sue numerose raccolte (la più recente è La strategia dell’ombra, 2017).

Inoltre nella sua non marginale attività politica «Zavoli – racconta Copioli – non mancava mai al suo obbligo civile di presenza. Interveniva in Senato tutte le volte che si sollevasse un problema spinoso, riguardante l’etica, con discorsi applauditi per la loro qualità e forza propositiva».

Sergio Zavoli, “Prima dei fatti. Un diario in pubblico”, Vita e Pensiero, 2021, pp. 132, euro 14

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