Zaini pesanti a scuola: a Cesena un progetto per limitare i danni

Quello del peso degli zaini, sollevato nei giorni scorsi da un genitore che sul tema chiede attenzione e soluzioni e segnalava come questo problema si sommi a quello di trasportare questi pesi con le mascherine, è un argomento ben noto a Paola Ammoniaci, cesenate e fisioterapista. Un problema di cui si è occupata anche attivandosi in prima persona attraverso il progetto “La schiena va a scuola” che insieme all’Associazione Italiana Fisioterapisti porta nelle classi delle scuole primarie anche cesenati.

Con chi affrontare il tema

Il tema, che vive anche da genitore, lo affronta con le competenze che la sua professione le dà: «Quella del fisioterapista – spiega Ammoniaci – è una professione sanitaria, che può esercitare solo chi è iscritto all’ordine e questo è importante da sapere quando si cercano consulenze o ci si sottopone a terapie. Gli elenchi sono pubblici e ciascuno può verificare l’effettiva iscrizione all’ordine del professionista a cui si rivolge». È soprattutto sul tema del peso degli zaini, quello che più le compete, che si concentra.

La schiena va a scuola

“La schiena va a scuola”, progetto gratuito per le scuole, si rivolge ai bambini dalla 2ª alla 5ª elementare: «Quando andiamo nelle scuole con bambini e insegnanti parliamo di come scegliere lo zaino, come sollevarlo e trasportarlo. Tre aspetti collegati tra loro. Molti bambini vanno a scuola con zaini troppo voluminosi o magari senza rinforzo sulla schiena. Il senso è quello di dare ai bambini e, attraverso loro, alle famiglie gli elementi per scegliere bene al momento dell’acquisto».

Sollevamento e trasporto

L’altro aspetto è quello di come questi zaini vengono sollevati: «Si tratta a tutti gli effetti di un peso che va sollevato da terra, noi spieghiamo loro come farlo senza gravare sulla schiena. Tanti ragazzini poi lo portano alle ginocchia o solo da un lato. Ecco partendo dalla base, mettendo insieme teoria e piccoli esercizi, diamo loro una serie di norme di ergonomia insegnandogli ad applicarle». Si tratta di esercizi semplici che però aiutano i bambini a rendersi conto in prima persona di come funziona il loro corpo: «Ad esempio gli facciamo tenere tra le mani l’astuccio, prima tenendolo vicino al corpo, poi stendendo le braccia. L’astuccio è sempre lo stesso, ma cambia il modo in cui il corpo percepisce quel peso».

Evitare gli eccessi

L’opera di sensibilizzazione che portano nelle scuole spesso aiuta anche gli insegnanti a prestare maggiore attenzione al tema: «È vero che a volte si tende ad eccedere. Sono dieci anni che vado nelle scuole con questo progetto – racconta Ammoniaci – l’esperienza mi insegna che il problema riguarda sia gli studenti che gli insegnanti. I primi a volte “per sicurezza” portano più del dovuto a scuola, la stessa cosa capita la facciano gli insegnanti, che magari fanno portare anche il quaderno di antologia, quando si farà solo grammatica. Questo progetto aiuta a sensibilizzare entrambi».

Non solo zaini

«Con le classi affrontiamo un altro tema spesso causa di problemi: quello della postura, della posizione che i bambini assumono a scuola e casa. Tra i suggerimenti che diamo quello di cercare di variare spesso la posizione pur rimanendo seduti, di verificare che tavolo e sedia siano dell’altezza adeguata, aspetto più facile da controllare a casa che a scuola». L’altro tema che solleva è quello dell’attività fisica, «che è diversa da quella sportiva. Spesso i ragazzini fanno una vita molto sedentaria, a maggior ragione dopo due anni di pandemia. Anche per questo, a volte, zaino e mascherine possono risultare una fatica più grande di quello che è».

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