SANTARCANGELO. La 50ª edizione del festival di Santarcangelo dei Teatri verrà ricordata a lungo, per diversi motivi. Innanzitutto la celebrazione di mezzo secolo di ricerca nel campo delle arti sceniche, sempre svolta ad altissimo livello e in campo internazionale. Poi, naturalmente, l’emergenza Covid, che ha trasformato le celebrazioni per il cinquantenario in un festival sui generis, per forza ridotto e smembrato; ripensato ma non certo domo.

Che cosa

Così, alle giornate di luglio fa seguito ora, per la prima volta, una seconda parte invernale: Winter is coming. Si svolgerà dal 3 al 6 dicembre a Santarcangelo ma anche a Rimini, San Mauro Pascoli e Longiano, nel rinnovato teatro Lavatoio, al Teatro degli Atti, Villa Torlonia e al Petrella. Dodici compagnie indipendenti o emergenti, che debutteranno con alcune opere prime o creazioni mai presentate in Italia.

Una edizione del tutto eccezionale, che arriverà poi a compiersi con il terzo e ultimo atto dall’8 al 18 luglio 2021, sempre sotto la direzione artistica della più importante e rappresentativa compagnia del territorio: i Motus.

Andare avanti

Questa seconda tappa è un atto che l’organizzazione considera doveroso, perché concepito anche come supporto nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori dello spettacolo dal vivo.

«In un momento come questo – dice Enrico Casagrande, cofondatore dei Motus – ci lanciamo nell’avventura più azzardata e sentita della trilogia di Santarcangelo festival 2050. Per chi conosce la serie Games of Thrones, “winter is coming” è la frase che ricorre con insistenza evocando il buio, la paura di un futuro freddo e devastante. Abbiamo voluto cavalcare con ironia questo mood, perché crediamo che le sfide possano sconfiggere l’ignoto».

«Quello che vedremo è un paesaggio di eccezioni – spiega l’altra fondatrice dei Motus, Daniela Nicolò –. Questo 2020 richiede a tutti noi di poter vedere nella nebbia e intercettare nuovi segnali, anche d’allarme, sperimentare diversi modi di essere, di fare arte e di ripensare anche i festival alla luce delle irreversibili mutazioni del momento».

Cosa vedemo

Più che un festival dedicato agli emergenti, sarà un festival di emergenze, concepite come nuove apparizioni.

Ecco perciò in prima nazionale Io non sono nessuno di Emilia Verginelli, un progetto sulle relazioni all’interno di una casa famiglia; Gli altri di Corps Citoyen, che interroga la nostra eredità coloniale; il rapporto con l’altro torna nel progetto Virtual studies for a dark swan, dell’etiope Selamawit Biruk; tra danza e musica si muove Pako doble di Paola Stella Minni & Konstantinos Rizos, duo italo-greco basato in Francia; in Folk tales, prima coreografia di Gloria Dorliguzzo il palcoscenico diventa una scacchiera-campo di battaglia; Immagina un paesaggio eroico di Nova Melancholia, collettivo internazionale con sede in Grecia, si basa sulle lettere di Rosa Luxemburg; Romantic disaster dei Madalena Reversa crea un cortocircuito tra romanticismo e cambiamento climatico. Infine speciale dj set del duo Ankkh con Hyper.

A school with a view

In collaborazione con alcune importanti istituzioni formative europee (Amsterdam, Losanna, Praga, Venezia), questo progetto riflette sul ruolo delle scuole come spazi di immaginazione critica e cambiamento radicale; si svolgerà a luglio 2021, ma alcune “tracce” verranno già presentate a dicembre 2020.

Gli incontri

Il festival ospiterà anche due importanti incontri pubblici (fruibili dal vivo e online). Il primo, “Dopo la fine del mondo: teatro per bande, gruppi, e predatori solitari”, curato da Motus, si terrà sabato 5 dicembre. Il secondo, curato da Chiara Organtini, dal titolo “Pelli cangianti: identità interculturali, corpi e drammaturgie mutanti”, sarà invece il 6.

www.santarcangelofestival.com

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