Whatsapp e consegne a casa le imprese alla prova pandemia

Ha guidato l’associazione nel momento più difficile per le piccole e medie imprese del commercio, del turismo e dei servizi, quello della pandemia da Coronavirus, dopo la rielezione di ieri a presidente regionale di Confesercenti nell’assemblea elettiva cui hanno partecipato circa 200 delegati e invitati, Dario Domenichini rilancia sul doppio binario del turismo e delle nuove sfide digitali per le varie filiere “grazie a una sorta di Piano strategico con i fondi del PNRR”

«Le nostre imprese potranno risollevarsi solo con azioni mirate: una seria riforma fiscale e burocratica per ridurre costi e adempimenti, la lotta all’abusivismo, un’equa tassazione delle transazioni che passano dai grandi gruppi del web, un piano strategico straordinario per il rilancio del commercio di vicinato, per il ruolo sociale che esprime oltre che economico, e del turismo, in particolare quello delle città d’arte» ha commentato la conferma da candidato unico su indicazione delle 11 associazioni territoriali.

Gli effetti dei lockown

In assemblea è stato illustrato uno studio di Nomisma sullo shock pandemico sulle imprese, analisi che evidenzia le difficoltà economiche che hanno interessato le famiglie in Emilia-Romagna partendo da un dato: sono più di 4.650 le domande presentate o in corso di presentazione per accedere ai contributi agli “inquilini involontariamente morosi”. Situazione che impatta inevitabilmente sui consumi: le previsioni di spesa per il 2022 sono infatti ancora incerte, con il 28% delle famiglie che indica una contrazione complessiva dei consumi.

In questo scenario, nel 2020 l’impatto del Covid-19 sulle attività del commercio al dettaglio e dei pubblici esercizi è stato significativo con diverse attività in sofferenza. Si pensi alla ristorazione, con un calo tendenziale di fatturato del 71,4% registrato nel secondo trimestre 2020 rispetto allo stesso trimestre del 2019: sono 42.715 gli esercizi al dettaglio al 31 dicembre 2020, 879 in meno rispetto a dicembre 2019. E hanno dichiarato un calo di fatturato nel 2020 rispetto al 2019 ben 7 imprese su 10 e il 96% dei pubblici esercizi. Tutto anche a causa di una mobilità che cambia perché aumenta il numero di lavoratori in smart working: in 9.100 nel 2021 hanno svolto almeno qualche giorno da remoto e 3.280 vi hanno lavorato esclusivamente.

Le sfide “digitali”

Nonostante la situazione di estrema complessità come quella creata dalle difficoltà di gestione dei ripetuti lockdown, la pandemia ha accelerato la digitalizzazione delle imprese. Tra il 2020 e il 2021 infatti il 46% delle imprese ha introdotto la consegna a domicilio (28% delle imprese che operano nel commercio al dettaglio non alimentare), il 41% l’uso di WhatsApp per ricevere ordini e prenotazioni, il 27% l’uso di WhatsApp per comunicare direttamente e in modo rapido con i clienti, il 25% la ricezione di ordini telefonici.

Le novità introdotte non hanno riguardato solo i servizi alla vendita: il 32% delle imprese ha introdotto nuovi strumenti di pagamento (es. da smartphone, Satispay, Bancomat Pay …), in particolare i pubblici esercizi (39% vs 27% nel commercio al dettaglio).

Un secondo insieme di azioni ha interessato le attività capaci di semplificare il canale di vendita e le modalità di comunicazione, come l’adesione a portali digitali locali (29%), la possibilità di acquisto sui canali digitali/social (29%), la presenza sui social network e l’apertura di un proprio sito internet (26%), il QR code per consultare il catalogo prodotti/menù (25%), e la vendita online tramite il proprio e-commerce (24%).

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