Welfare e questione salariale “Priorità adeguare i redditi al costo della vita”

Salari da adeguare all’inflazione, innovazione e rinnovabili, sviluppo infrastrutturale. Sono le linee guida del documento con cui Legacoop Romagna aprirà il proprio terzo congresso, con il coinvolgimento delle 377 imprese associate e presentando dati ormai consolidati nei bilanci: 24.000 lavoratori, un fatturato che supera i 6 miliardi e 79.500 posizioni associative. E – assieme a valorizzazione di differenze e parità di genere, Provincia Romagna e promozione della cooperazione – sono i temi con cui l’associazione di categoria vuole aprire il dialogo al suo interno e verso l’esterno. Con un’attenzione, fondamentale, al welfare. Su questi presupposti si terrà l’appuntamento finale, all’Almagià di Ravenna, per il prossimo giovedì 2 febbraio, quando si celebrerà la giornata al termine della quale Legacoop Romagna si darà una nuova guida.

Nel documento congressuale, come detto, si torna nuovamente sul tema salariale. Questione posta al centro del confronto già in occasione dell’assemblea annuale 2022: «Adeguare i redditi al costo della vita è diventata una priorità; di più, un dovere etico e civile. Il problema dei salari non più adeguati, purtroppo, rischia anche di vanificare gli effetti positivi del “lavoro buono” che la cooperazione da sempre garantisce». Un’altra spinta che Legacoop vorrebbe fosse impressa nell’immediato futuro è quella tesa alla sostenibilità: «Le imprese hanno bisogno delle competenze tecniche necessarie per programmare e rendere possibile l’utilizzo delle fonti rinnovabili.

Negli ultimi anni, sono già stati realizzati molti impianti, ma la strada degli investimenti va presidiata e percorsa ancora. Esempio da cui ripartire – sottolinea l’associazione di rappresentanza del mondo cooperativo – è il lavoro che Legacoop e Federcoop Romagna hanno avviato sulle comunità energetiche, con diversi investimenti presso le cooperative già in fase avanzata di progettazione, seppur in attesa dei decreti attuativi, di cui denunciamo dalla scorsa estate l’eccessivo ritardo di emanazione». Le rinnovabili sono però solamente un aspetto di un più ampio capitolo da dedicare all’innovazione: «Legacoop Romagna ha siglato con Alma Mater un protocollo che è a disposizione delle cooperative e può essere foriero di positive collaborazioni per lo sviluppo di nuovi progetti aziendali e di filiera – viene ricordato all’interno delle pagine che compongono la base di discussione congressuale -. Vogliamo stimolare maggiormente questa collaborazione, facendoci promotori di idee e richieste, guardando all’esperienza dei tecnopoli romagnoli e cercando di far incontrare la domanda di innovazione espressa dalle cooperative con le competenze della ricerca universitaria».

Un ampio capitolo è poi dedicato alle infrastrutture: «A seguito dell’abbassamento dei fondali e del rifacimento delle banchine, il porto di Ravenna ha aumentato la sua potenzialità strategica per lo sviluppo commerciale della Romagna. Dobbiamo rilanciare fortemente il “Corridoio Adriatico”, come grande asse strategico di sviluppo del Paese. Oltre a ricucire la frattura infrastrutturale presente nei collegamenti tra le regioni adriatiche e il Nord est del Paese e dell’Europa, il Corridoio adriatico può contribuire a snellire il nodo strategico di Bologna, incrementando l’offerta trasportistica intermodale, le relazioni tra il porto di Ravenna, una rete ferroviaria potenziata e nuovi assi viari riqualificati». Porto di Ravenna che Legacoop Romagna vede fulcro di una logistica rinnovata: «È in questa prospettiva che vanno previsti l’ammodernamento della E45-E55, della Ss 16 (Cesena-Ferrara Mare) e della via Emilia, oltre alla implementazione dell’alta velocità Bologna – Rimini e alla metropolitana di costa». Nel documento espliciti riferimenti poi al bypass del Canale Candiano e alla quarta corsia autostradale nel tratto Bologna-San Lazzaro, diramazione per Ravenna che «deve essere considerata parte integrante del Corridoio Adriatico». E la spinta perché giunga l’ultimo fondamentale passo per la Zls: «La Zona Logistica Semplificata dell’Emilia-Romagna, che interessa una parte rilevante del territorio regionale da Piacenza a Rimini, può rappresentare la nuova chiave di lettura del processo di integrazione del trasporto merci. Si tratta di un’occasione unica, che può finalmente tendere alla riprogettazione della movimentazione delle merci leggere e pesanti, in un’ ottica intersettoriale e di filiera».

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