RAVENNA – È di sicuro un Tommaso Stefani più “maturo”, quello tornato a Ravenna per far parte del gruppo nel corso della preparazione. Nonostante sia il più giovane della squadra, il ventenne opposto toscano è infatti, assieme a Batak, Recine e Kovacic, uno degli elementi di continuità della Consar del passato. Fresco di diploma e reduce da un lungo stage con la maglia della Under 20 azzurra, il giocatore cresciuto nel Club Italia ha tanta voglia di riprendere un discorso interrotto in modo brusco a marzo.

Stefani, come sono andati gli ultimi mesi?

«Soprattutto all’inizio è stato molto duro stare lontano dai campi da gioco e da allenamento, ma non si poteva fare altrimenti. Per fortuna ho potuto dedicare il tempo a disposizione in una cosa altrettanto importante, lo studio, affrontando la maturità all’Istituto tecnico Compagnoni di Lugo, indirizzo turistico. Non sono mai stato così tanto sui libri e sono soddisfatto per gli ottimi voti presi».

Com’è stato il ritorno a Ravenna?

«Tutt’altro che semplice, perché soprattutto a livello tecnico devo togliermi un po’ di ruggine. Non vedevo l’ora di tornare e sono contento di lavorare al Costa».

Lei comunque si è rodato durante il raduno nell’Under 20. O no?

«In realtà mi sento ancora lontano dalla forma migliore. Quando ho ripreso ad allenarmi ero dieci chili in meno. Adesso ne ho recuperati tre, ma c’è ancora tanto lavoro da fare. A Boario ci si è dedicati più che altro all’aspetto esplosivo, ai salti, senza forzare troppo».

Come è stato l’impatto con il nuovo gruppo giallorosso?

«Mi sono trovato subito benissimo. Ho già conosciuto i ragazzi nuovi e ho visto un grande entusiasmo e una grande voglia di fare bene. Penso che ci siano le basi per potersi togliersi delle soddisfazioni».

Che stagione vi trovate di fronte?

«Sarà durissima, ma preferisco non porre obiettivi. Dovremo fare come l’anno scorso, quando non ci siamo limitati a pensare alla salvezza e alla fine è andata oltre ogni aspettativa, con un sesto posto che sarebbe valso i play-off. L’aspetto più importante è quello di costruire un bel gruppo e lavorare su di noi, concentrandoci nel crescere tutti assieme».

Cosa si aspetta dal suo secondo campionato alla Conasr?

«Spero di migliorare a livello tecnico, cercando di rendermi utile quando mi capiterà l’occasione. In questo gruppo tutti i miei compagni sono superiori a me e quindi voglio apprendere i loro insegnamenti e quelli del coach Bonitta per diventare più bravo».

Si sente in competizione con Pinali?

«Ovviamente darò tutto me stesso per giocare il più possibile, ma so che il titolare è Giulio e farò il tifo per lui».

E’ contento di indossare la maglia azzurra agli Europei Under 20?

«Sì, perché giocare in nazionale è sempre un grande onore. Adesso però sono qui e voglio concentrarmi sulla Consar. Tra l’altro con ogni probabilità riuscirò a essere disponibile per le gare di Coppa Italia, facendo la spola tra le due squadre, per poi tornare in pianta stabile a Ravenna dopo il 4 ottobre».

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