Domenica la Consar sfida in trasferta Civitanova e viene quindi in automatico pensare ai tanti incroci che ci sono stati tra la città ravennate e i marchigiani. Se della truppa di Bonitta fanno parte i giovani Recine e Stefani, entrambi in orbita biancorossa, mentre gli ex Diamantini e Rychlicki vestono la maglia Lube, è soprattutto Giuseppe Cormio a legare il proprio nome a Ravenna, in virtù di tre anni da direttore generale al Porto Robur Costa.

«La società per cui ho lavorato io – inizia l’attuale diesse del club con base a Treia – non esiste più, almeno in tante delle persone che ho conosciuto. Penso a Casadio, Donati, Margutti e Sartoretti, per citarne qualcuno, tutta gente con cui continuo ad avere un rapporto di amicizia e che, quando è possibile, incontro sempre volentieri».

Cosa pensa della trasformazione societaria?

«Mi fa piacere che sia stata trovata la forza di andare avanti, anche se l’ambiente ravennate merita il sostegno di un imprenditore importante. Io comunque ricordo con piacere le mie tre stagioni a Ravenna, caratterizzate da buoni risultati e dal ritorno in una coppa europea».

Tornando al giorno d’oggi, cosa pensa della Consar?

«Ho visto alcune partite in televisione e mi sembra una squadra che esprime una pallavolo molto interessante. Contro Piacenza ha perso, ma non ha sfigurato. Con più esperienza e un pizzico di fortuna avrebbe potuto anche strappare un punto a un avversario molto forte».

C’è qualche giocatore che le ha fatto una buona impressione?

«Ci sono degli elementi di sicuro avvenire, come Recine, Loepkky e Pinali, alla prima esperienza da titolari in Superlega. In più ci sono altri giovani, come Zonca, Stefani e Batak, dalle buone potenzialità. Oltre a un Redwitz che mi ha impressionato, a due centrali come Mengozzi e Grozdanov che garantiscono solidità al centro e a un libero come Kovacic che mi è sempre piaciuto. Dovremo di sicuro fare attenzione, senza sottovalutarli».

Che partita si aspetta?

«Penso che la Consar si presenterà in campo sciolta, senza grossi pensieri, pronta ad approfittare di ogni eventuale nostro calo di tensione. Non è però da qui che passerà la salvezza dei ravennati, ma dagli scontri con le rivali dirette. Bonitta, che è un tecnico esperto, lo sa bene».

La Consar ha le qualità per poter restare in Superlega?

«Gli addetti ai lavori l’hanno messa in ultima fila assieme a Padova, per cui è chiaro che ci sarà da soffrire. Negli ultimi anni abbiamo però visto che c’è sempre una squadra che delude le attese e i ravennati potrebbero approfittarne. Prevedo comunque una seconda metà della classifica finale molto corta, con pochi punti tra l’ultima squadra dei play-off e quella che scende in A2».

Come sta Civitanova?

«Bene. Arriva da due gare importanti disputate in quattro giorni, di cui la prima persa di un soffio nella finale di Supercoppa. È necessario crescere ancora per evitare i passaggi a vuoto capitati contro Perugia e Verona, ma è sulla strada buona. A parte De Cecco, che in regia è tra i migliori al mondo, la squadra è quella della scorsa stagione, anche se un po’ contata al centro a causa dell’infortunio di Diamantini. Giocheremo a porte chiuse e quindi non ci sarà il pubblico a sostenerci, ma penso che non sia comunque facile affrontarci in casa nostra».

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