Volley donne, la Omag e i dubbi verso il salto in A1

Un trionfo senza ultimo gradino per la Omag San Giovanni in Marignano che, partita dalla B2 sette stagioni fa, da lunedì sera ha raggiunto l’apice del volley nazionale conquistando a tavolino la promozione in serie A1 in virtù della seconda posizione in classifica nella pool promozione di serie A2. «Non ce l’aspettavamo – dichiara il presidente Stefano Manconi – nelle call precedenti si era parlato di bloccare sia promozioni che retrocessioni ma lunedì, poco prima dell’assemblea, ci è arrivato un documento da votare che certificava la nostra promozione in serie A1. Tutte, o quasi, le società di A2 sono state concordi nel riconoscere che noi e Trento, che avevamo dominato la prima parte del torneo, meritavamo di salire in A1 e il finale è stato quello che noi avremmo voluto sul campo, magari anche attraverso i play-off. In condizioni normali questa vittoria avrebbe fatto esplodere un intero paese, sarebbe stata la festa più bella. Invece, pur sapendo che è comunque frutto di un grande risultato sportivo la gioia non può essere la stessa».

Si chiude un cerchio, una piccola cittadina come San Giovanni in Marignano entra a far parte dell’elite della pallavolo femminile. «Siamo partiti dal basso, un passo alla volta, senza mai esagerare ma cercando di fare le cose secondo le nostre possibilità – afferma il presidente della società marignanese che già due anni fa aveva sfiorato la promozione diretta – appena avrò realizzato mi metterò a sedere e mi godrò per un attimo il completamento di un percorso».

Giusto un attimo perché poi si dovrà pensare a una prossima stagione piena di incognite, a una serie A1 che si preannuncia a sedici squadre e alla opportunità di disputare il massimo campionato. «La situazione è difficile da tanti punti di vista – spiega Manconi – il salto di categoria presuppone una maggiorazione di tutti i costi fissi, il reperimento di un nuovo impianto, un budget quasi raddoppiato e in tempi come questi serve un miracolo per riuscirci senza farsi male. Prima del blocco totale per via del coronavirus, avevo fissato appuntamenti importanti per il reperimento dell’impianto in zona ma è saltato tutto, le aziende che ci sostengono hanno dei limiti strutturali e più di così, che è già tantissimo, difficilmente potranno fare. Pensare alla serie A1 oggi è veramente complicato anche se un po’ di tempo per sondare il terreno c’è e come sempre noi faremo il possibile. Il livello del prossimo campionato potrebbe abbassarsi leggermente nella fascia medio-bassa visto che ci saranno più formazioni ai nastri di partenza. È chiaro che a tutti noi piacerebbe affacciarci in serie A1 ma il rischio è di ottenere pochissimi risultati positivi e mettere anche a repentaglio il futuro del club qualora dovessimo contrarre debiti importanti. I salti nel buio non sono previsti anche se i nostri tifosi possono essere certi che faremo tutto il possibile per intraprendere questa nuova avventura. Se guardiamo indietro non ci conforta il passato delle squadre di vertice nel riminese. Speriamo di poter diventare la mosca bianca».

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