Voleva entrare nel Cesena Calcio, ma pagava al bar con banconote false

Ha destato curiosità un nome uscito fuori nel processo di ieri dell’Ac Cesena: quello di Joseph Cala. Lo ha tirato fuori il commercialista Luca Leoni, mentre spiegava le consulenze da lui prestate per l’Ac Cesena. Da quanto ha riferito, si andò a un soffio da una cessione di quote societarie a questo imprenditore italo-americano finito più volte al centro delle cronache. Lecco, Nocerina, Ebolitana, Lecce, Ascoli e addirittura Torino sono solo alcuni club accostati al suo nome nel corso degli anni, come possibile acquirente. Il tentativo più concreto lo fece con la Salernitana: nel febbraio 2011 la acquistò, ma dopo 11 giorni la società che gli aveva venduto il pacchetto azionario esercitò la clausola rescissoria per via del mancato versamento della somma pattuita da parte di Cala.
In realtà, il suo vero cognome è Calà e il nome di battesimo Giuseppe, ma lo americanizzò quando da San Cataldo, in provincia di Caltanisetta, emigrò a New York. Aveva 16 anni e fece fortuna con un’impresa di costruzioni specializzata in abitazioni sotto il livello del mare. Poi rientrò in Italia a inizio anni Duemila, provando ad accreditarsi come piccolo “magnate” del calcio.
Cala, o Calà, salì anche alla ribalta della cronaca, questa volta giudiziaria, nel 2016, quando fu arrestato a Bologna: aveva cercato di pagare una consumazione in un bar con una banconota falsa da 100 euro, presa da un mazzo di 6.000 euro contraffatti che aveva con sé.

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