Voglia di vacanze, 4 forlivesi su 10 hanno già prenotato un viaggio

C’è voglia di vacanza e si torna a viaggiare, nella maggior parte dei casi lo si farà nel periodo estivo. Dall’indagine svolta da Confcommercio Forlì, considerando lo scenario di incertezza che caratterizza il momento, emerge che 4 forlivesi su 10 hanno già prenotato un viaggio, mentre per i restanti rimane solo l’intenzione che probabilmente si tradurrà in una prenotazione tardiva, se non addirittura “last minute”. «Da un lato si assiste ad un vero e proprio nuovo stile di vacanza all’insegna della libertà di scelta e di cambiare idea – commenta Alberto Zattini, direttore di Confcommercio –, dall’altro si avverte un segnale di forte cautela da parte della domanda, anche perché la maggioranza dei forlivesi si dichiarano preoccupati per le conseguenze dell’inflazione e del caro energia. L’unica cosa certa è il danno per la programmazione dell’attività degli operatori. In cima alla classifica delle preferenze di vacanza c’è il mare, seguito dalla montagna e dall’esperienza culturale, in città e luoghi d’arte che includono i piccoli borghi. «In aumento anche il “raggio degli spostamenti”, che di norma è indice di una maggiore propensione alla spesa – prosegue il direttore di Confcommercio –. La stragrande maggioranza dei forlivesi sceglierà mete nazionali, nella maggior parte dei casi al di fuori della propria regione, mentre inizia a farsi interessante il numero dei forlivesi che ha in programma un viaggio all’estero che, per più di due terzi, sarà in Europa». Per la vacanza principale, quella di 7 giorni o più a destinazione, i forlivesi spenderanno in media 1.080 euro, che si riducono a poco più di 600 euro per i break di durata inferiore, da 3 a 7 giorni. La spesa si abbassa ulteriormente per i pernottamenti di 1-2 giorni, il classico weekend mordi e fuggi, e in questo caso il forlivese spende mediamente attorno ai 312 euro. Cambia anche la scelta delle strutture ricettive, influenzata dal protrarsi dell’emergenza sanitaria durante le estati precedenti. «In tal senso si è tornati ad una logica non Covid, a dimostrazione del fatto che i forlivesi sembrano essersi finalmente gettati alle spalle i timori per la pandemia – conclude Zattini -. Come ad aprile di un anno fa, per la vacanza estiva principale, un terzo del popolo dei vacanzieri dovrebbe optare per l’affitto di una casa, mentre almeno un terzo dovrebbe scegliere un albergo. Non ancora superata totalmente, quindi, la paura di trascorre molto tempo in un contesto frequentato da altre persone che non si conoscono, peraltro infondata vista l’efficacia dei protocolli di sicurezza sanitaria delle strutture, si riaffaccia l’attenzione per la comodità e il servizio, che in una struttura turistico ricettiva è di norma al centro dell’offerta».

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