Voglia di nautofono a Cesenatico: già fatta domanda

A gran richiesta si chiede il ritorno del “fiscion”, il “fischione del porto”. Un po’ per motivi tecnici legati alla sicurezza della navigazione per le piccole imbarcazioni, un po’ per ragioni identitarie – sentimentali.

La nostalgia di non sentirne il suono, l’eco profondo diffondersi per il paese quando sale la nebbia e c’è foschia dal mare si fa avanti tra i cesenaticensi “doc”.

Il Comune è in attesa da Marifari di Venezia, gruppo dipendente dalla Marina, del responso-assenso alla richiesta per il passaggio di consegne, con le spese di funzionamento a carico dell’ente locale. Così come è già stato per il Comune di Rimini, dopo il disbrigo di una lunga sequela di contatti e pratiche tra Marifari, Marina, Ministero e Comune che ebbero avvio nel 2016 e che hanno portato al ritorno del nautofono nel 2020, dopo sette anni di assenza. E come ultimamente avvenuto per quello di San Benedetto del Tronto.

Il nautofono è un avvisatore nautico che tramite un’emissione di un segnale sonoro, da utilizzarsi in mare, entra in funzione in caso di nebbia e scarsa visibilità. Installato all’imboccatura del porto, sul molo guardiano, laddove sono frequenti foschie e brume marine. Segnala la presenza della vicinanza alla costa e indica il porto, come avviene del resto per il segnale luminoso del fari ma in maniera acustica. Lo strumento nautico di segnalazione – che richiede peraltro una periodica manutenzione – è orientato naturalmente verso il mare, ma il suo suono profondo si ode anche verso terra, a Cesenatico nell’intero centro abitato. Ancora fino a 5-6 anni fa, specie la sera, quando in mare si alzava la nebbia – così frequente lungo le coste dell’alto Adriatico – era normale anche essere destati dal suono del nautofono che si perdeva la notte per il paese.

Oggigiorno con l’avvento sempre più preponderante della tecnologia e dei sistemi di navigazione satellitari (dai radar al Gps, al sistema di tracciamento delle grandi navi) il nautofono da anni ormai non rientra più tra gli strumenti e ausili di aiuto alla navigazione. Soggetto a costi di manutenzione e a guasti, Marifari ha dismesso da tempo gli impianti per la nebbia laddove erano previsti.

Per la riattivazione del nautofono a Cesenatico non ci sarebbero comunque solo ragioni sentimentali e nostalgiche degli abitanti, ma anche motivazioni legate al diporto e alla piccola pesca, come evidenziato da marinai, diportisti e pescatori, dato che per questo tipo di imbarcazioni (sotto una certa dimensione) non è previsto né obbligatorio avere a bordo il radar o altra strumentazione simile. Mentre nella “gente di terra” c’è l’elemento tradizione; il desiderio e il rimpianto di poter riascoltare con la nebbia il suono del “fischione”. Dunque una ragione anche identitaria per Cesenatico.

Da questo duplice incontro è nata un’alleanza (anche tramite i social) per chiedere che il Comune si impegni per riportare a Cesenatico il suono del nautofono. Pronti a farlo anche attraverso appelli, petizioni, sottoscrizioni. Nella consapevolezza tuttavia che se ciò sarà possibile – come avvenuto per Rimini e San Benedetto – sarà solo attraverso un impegno finanziario del Comune o di altra organizzazione disposta ad accollarsi i costi e sostenere le spese di manutenzione. Frattanto si sa che il Comune di Cesenatico, tramite il ragioniere capo Riccardo Spadarelli, si è attivato da tempo con richiesta presso Marifari di Venezia per reinstallare e avere in gestione il nautofono, per una spesa di gestione che dovrebbe aggirarsi sui 5-7mila euro all’anno.

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui