ViVi ora anche rosso, il vino di Wonder Woman

È una dichiarazione di amore che si rinnova. Del resto la cantina San Valentino era nata proprio da quel sentimento, e il nome stesso basterebbe come sigillo. Erano i primi anni Duemila quando Roberto Mascarin prese in mano l’azienda fondata un decennio prima dal padre Giovanni, e lo fece insieme alla tenace moglie Valeria Vivian. Da qualche anno Valeria non c’è più, l’azienda dalle finestre colorate sul colle di Covignano è mutata dopo quella perdita, ma ci sono pezzi di vita e di storia che non possono svanire. Nel continuare il suo lavoro su quelle stesse vigne e in cantina, Roberto Mascarin, rinnova oggi quello stesso sentimento dedicando alla sua Valeria una nuova etichetta.

ViVi, due dediche a Valeria

Al 2017, anno della scomparsa di Valeria Vivian, risale la vendemmia che diede la prima annata di ViVi , nata come etichetta di un vino bianco da uve Rebola. In particolare le uve provengono da una particella coltivata a Croce di Montecolombo, subiscono una fermentazione naturale, quindi affinamento in cemento. Il vino è forte di frutto al naso e anche in bocca, l’aromaticità tipica del grechetto gentile emerge ma non sfacciatamente, sposato alla mineralità di una terra che il mare lo ha all’orizzonte. Nelle iniziali della moglie Valeria, Roberto voleva non solo ricordare, lasciare una traccia, ma anche esortare, a cominciare da sé, alla vita che va avanti e alla perseveranza. In etichetta ci finì, non certo a caso, Wonder Woman e ora quella silhouette campeggia anche su una nuova bottiglia, uscita proprio questo autunno nell’annata 2019. È sempre “ViVi”, ma in rosso: un blend di Sangiovese, Cabernet Franc e Syrah. «Un tributo alla forza e alla tenacia delle donne come Valeria, che, prima della sua scomparsa è stata l’anima femminile dell’azienda agricola. La linea ViVi vuole essere un vero e proprio inno alla vita, con i suoi brevi versi poetici riportati in etichetta. Una linea che si rivolge anche alle donne del mondo che affrontano le piccole grandi battaglie quotidiane, con un messaggio semplice di forza e spensieratezza: ViVi!», dicono in cantina.

San Valentino oggi

Rebola e Sangiovese restano i vitigni autoctoni principali nel vigneto di 17 ettari, e biologico dal 2010, che circonda la casa-cantina riminese, e in parte si allarga in frazioni limitrofe come ad esempio a Croce di Montecolombo. Ma continuano ad essere anche presenti, e del resto i reimpianti sono relativamente recenti dal momento che risalgono al 2000, alcuni vitigni internazionali come, appunto, Cabernet franc e Syrah. A valorizzarli è l’enologo Luca D’Attoma, tornato in forza all’azienda negli anni scorsi, dopo averne curato l’avvio a inizio 2000. Dal 2016 si stava profilando già il nuovo corso che oggi rappresenta la realtà aziendale di San Valentino. La famiglia di imprenditori di Alfredo Aureli, con i figli Enrico e Valentina, entra in società e affianca da allora Roberto Mascarin, oggi presidente e insieme sempre “uomo di cantina”, Giovanni Sidoli amministratore delegato . Nel contempo a D’Attoma viene affidato il compito di implementare ulteriormente la qualità dei vini; si investe in nuova superficie vitata, in nuove tecnologie, nell’organico interno. Nel 2019 si afferma la visione imprenditoriale che segna il nuovo corso, arrivano nuovi riconoscimenti da parte delle guide, si riconferma il valore delle etichette storiche di questa azienda “Terre di Covignano” e lo storico “Scabi” in primis.

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