Virus Ravenna, il Comune crede alla riapertura dei Cre estivi

RAVENNA. Cre estivi: il Comune procede e apre i bandi per i gestori, nella speranza che la fase due disegnata dal governo permetta ai bambini di parteciparvi. Si chiuderà a fine mese infatti la possibilità per associazioni, cooperative e gruppi di presentare la loro candidatura alla gestione dei Centri ricreativi estivi. Nella proposta enucleata dal servizio Decentramento del Comune, sorgerebbero in quattro spazi: alla scuola Torre, alla Ricci Muratori, alla Cavina di Porto Fuori e alla Pascoli di Sant’Alberto. Con una postilla doverosa: «L’attività sarà avviata – si legge nel bando pubblicato sul sito del Comune – se l’emergenza sanitaria Covid-19, attualmente in corso, lo consentirà». Altri spazi di flessibilità vengono trovati, per esempio, nella formulazione che viene data sulla quantità di educatori ed operatori che dovranno essere presenti in rapporto ai bambini, «Il rapporto massimo educatore sul numero di bambini viene fissato da un minimo di 1 a 15 ad un massimo di 1 a 18 – si legge nella delibera -. I Centri saranno attivati solo qualora si raggiunga un numero minimo di iscritti di 15 bambini per la prima settimana; le successive settimane potranno essere attivate, previo accordo tra le parti, anche in presenza di un rapporto inferiore». Un servizio che si prevede di far partire il 15 di giugno e che proseguirebbe per 8 settimane, ad eccezione della realtà di Sant’Alberto dove si interromperebbe dopo sette.

Bakkali: «Avanti coi progetti»

Il bando è necessario anche ad accedere ai finanziamenti regionali disponibili per le fasce disagiate, ma l’assessora alla Pubblica istruzione e Infanzia, Ouidad Bakkali, testimonia la «volontà ferma da parte dell’Amministrazione di giocarsi tutte le carte e di creare ogni presupposto perché il servizio sia attivato anche quest’anno». L’auspicio della componente di Giunta è quello che «nella fase due siano contemplate le esigenza delle famiglie, che sinora hanno attutito con risorse proprie una situazione non semplice e attenuata solo dal bonus baby-sitter. Se quindi perdurerà l’assenza di compiuti servizi educativi, speriamo di mettere in campo quelli che vengono definiti di “conciliazione”. Nelle modalità che il governo riterrà sicure». La Bakkali non esclude la possibilità «di evolvere la situazione sull’impronta che assieme verrà stabilita, anche aumentando le sedi disponibili perché ci siano meno interazioni o favorendo la fruizione di spazi aperti». Intanto le candidature per la gestione stanno pervenendo e la Bakkali registra «gli stessi interrogativi da parte degli educatori che abbiamo anche noi, ma anche la medesima volontà di mettersi in gioco. C’è un approccio in alleanza, positivo». Intanto anche a livello Anci l’assessora registra la stessa volontà da parte di altri Comuni sui servizi educativi: «Lo stimolo che il sindaco De Pascale ha portato, affermando come sia necessario non mettere in condizione i genitori di scegliere fra lavoro e accudimento dei figli, credo sia condiviso e diffuso – conclude la Bakkali -. L’ho trovato in molti colleghi e colleghe con la mia stessa delega in altri Enti locali. Realtà che il governo deve ascoltare vista la parte che dovremo assumere nel momento che si approssima nella gestione di questa emergenza sanitaria».

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