Virus influenzali, fanno il giro del mondo e tornano sempre mutati

Fanno il giro del mondo, emigrano verso le zone fredde per poi ritornare al cambio di stagione, mutati, mai uguali a sé stessi: si tratta dei virus influenzali che ogni anno mettono a letto milioni di persone e, in alcuni casi, possono diventare molto pericolosi: «Possiamo solo ipotizzare quale sarà il virus che si presenterà con la stagione fredda – spiega il dottor Vincenzo Immordino, medico di base di Forlì e medico “sentinella” dell’Ausl proprio per l’individuazione dei virus -. I vaccini antinfluenzali, per esempio, vengono preparati per tempo analizzando i ceppi dei virus circolati in altre parti del mondo. Quando arriva la stagione fredda, si spera che il virus che arriverà, sarà uno di quelli presenti nel vaccino».

Tendenzialmente i ceppi dell’influenza sono 3 o 4, due del gruppo A e due del gruppo B: «Fino a qualche anno fa, agli anziani veniva somministrato un vaccino trivalente e ai giovani uno tetravalente. Questo perché si pensava che i giovani andassero più in giro e facessero circolare il virus con più facilità, ma le abitudini stanno cambiando e anche le persone anziane hanno aumentato i momenti di socialità. Inoltre, nell’inverno del 2014, nel vaccino antinfluenzale non era contenuto il virus del ceppo B che si presentò, creando una serie di problematiche: tutti si ammalarono, alcuni con gravi conseguenze. Ed è così che quest’anno anche per gli anziani sopra i 65 anni è disponibile un vaccino antinfluenzale adiuvato (aumenta la risposta immunitaria) e tetravalente. È disponibile dal 15 ottobre, mentre per i soggetti più giovani solo dal 12 novembre, quindi ci troviamo a buon punto con la vaccinazione negli anziani e abbiamo appena iniziato con quella dei più giovani». Non si può conoscere il momento preciso in cui arriverà l’influenza: «Tendenzialmente il picco pandemico ricade tra i primi di gennaio e metà febbraio. Può oscillare e, a volte, se ne presentano addirittura due. Spesso le ondate sono dopo le vacanze di Natale, periodo dell’anno in cui ci sono molte occasioni di socialità, condizione in cui il virus è libero di circolare». Si sono già verificati alcuni casi sporadici: «Sono i bambini i primi a esserne colpiti perché loro, a differenza degli adulti, sono vergini a questo tipo di virus. Tutti gli altri, invece, hanno fatto almeno un vaccino nella loro vita, oppure contratto un virus precedentemente».

I sintomi sono quelli tipici: «Quest’anno sembrerebbe essere abbastanza aggressivo, in alcuni casi con febbre duratura che non scende sotto i 38/39 gradi, anche per 5 o 6 giorni. Inoltre è presente cefalea e sintomi gastroenterici, di solito, solo nei bambini».

L’anno scorso c’è stato un drastico calo dei soggetti che si sono ammalati di influenza: «Prima di tutto, c’è stata una maggiore adesione alla campagna vaccinale antinfluenzale, anche da parte di chi non si era mai vaccinato prima; in seconda battuta a Natale eravamo zona rossa, era tutto chiuso a causa delle restrizioni e in più grazie all’utilizzo delle mascherine e delle altre forme di restrizione per combattere il Covid, il virus influenzale ha circolato molto meno. Ma quest’anno non sappiamo ancora che cosa accadrà».

Le prime indicazioni ci arrivano dai Paesi in cui sono stati isolati i ceppi: «I ceppi di quest’anno provengono da Victoria in Sudafrica, dalla Cambogia, da Washington e da Phuket. Non tutti sono individuati per la prima volta quest’anno, per esempio quello di Phuket risale al 2013, ma ora è diventato più forte, perché si è modificato».

I virus mutano facilmente: «Possono subire piccole o grandi mutazioni. A volte un virus del ceppo A si mescola con uno del ceppo B e viceversa. Si vengono a cambiare parti del patrimonio genetico e questo permette loro di resistere e di continuare a fare il giro del mondo. Di solito muoiono con il caldo, a differenza del Coronavirus che è resistente anche a temperature elevate. Sia l’influenza che il Covid-19 possono esordire in maniera simile, questo crea delle difficoltà e dei timori in molte persone. Proprio per questo è importante ribadire la necessità della vaccinazione over 60 e in tutte quelle condizioni di fragilità come in pazienti diabetici, ipertesi e oncologici». La situazione si complica quando il virus dell’influenza si presenta in concomitanza con il Covid-19: «Può capitare che i due virus coesistano nello stesso individuo o che uno segua l’altro, andando a trovare un sistema immunitario debole e già sotto pressione. Proprio per questo è bene che, a seconda dei casi, si ricorra a entrambe le vaccinazioni».

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