Virtus Bologna contro Olimpia Milano: sono tornati i Giganti del Basket

La grande Rivalità è tornata. Ormai non ci sono dubbi. Se le scaramucce del campionato bloccato dal Covid potevano rappresentare una fugace illusione e l’incredibile (per l’esito) finale dello scorso anno una semplice interruzione del regno, la campagna acquisti di quest’estate “molto italiana” (sportivamente parlando) ha chiarito tutto. Le due grandi “nemiche” della nostra pallacanestro, Virtus Bologna e Olimpia Milano, sono di nuovo abbarbicate nei rispettivi fortini e decise a spezzare l’una le ambizioni dell’altra.

Venezia, Brindisi, Sassari e compagnia dovranno, molto probabilmente, accontentarsi delle briciole (vedi la solita imprevedibile Coppa Italia) per i prossimi anni. I primi ricordi cestistici di chi scrive queste righe, ovvero qualche rapido frammento televisivo fra un’edizione di 90° minuto e una di Domenica Sprint, sono legati proprio alla Rivalità con la R maiuscola. Stagione 1983-1984, la Granarolo Bologna dell’indimenticato Alberto Bucci piegava 2-1 in finale l’Olimpia di Dan Peterson, conquistando la stella (decimo scudetto) sul campo degli acerrimi rivali, quel palazzone di San Siro che sarebbe poi crollato sotto il peso di una nevicata…di troppo. Logico che per noi di quella generazione Milano-Virtus Bologna abbia un significato particolare, un valore magari non ancora riconosciuto dai più giovani, ma dopo stagioni e stagioni di spezzettamento gerarchico e geografico, questo tipo di duopolio non può che fare bene alla pallacanestro tricolore.

Cosa è cambiato rispetto a 12 mesi fa? Non tanto il successo in finale scudetto della Segafredo, che in una recente conferenza stampa Ettore Messina ha ripetutamente circoscritto agli eventi di “dieci giorni”, come a sottolinearne l’episodicità, ma ciò che la Virtus Bologna ha fatto dopo. Intanto cambiando l’allenatore vincente, la mossa più temuta dai dirigenti sportivi: via, questa volta definitivamente Sasha Djordjevic, e dentro Sergio Scariolo. E poi pescando giocatori dal valore ormai certo e dal curriculum vincente, come ad esempio il lungo Ekpe Udoh (a segno in Eurolega con i turchi del Fenerbahce), e talenti italiani di primissima fascia, vedi in particolare Nico Mannion (fra i principali autori della miracolosa Italia olimpica).

L’Olimpia, da par suo, ha reagito riportando in Italia Nicolò Melli, aumentando centimetri e tonnellaggio del proprio reparto lunghi e strappando alla rivale addirittura il capitano Giampaolo Ricci. Quindi? In un certo senso Messina ha ragione. Quel 4-0 nella finale scudetto è stato figlio di un ribaltone totale, di quelli che raramente ma fortunatamente avvengono nello sport (altrimenti sai che noia). Se la Virtus Bologna si fosse adagiata sul successo Tricolore forse, diciamo noi, avrebbe dovuto poi subirne l’effetto boomerang. E invece ha avuto il coraggio di cambiare. Certo Milano ha scelto la strada più confortevole, con giocatori “sicuri”, una chimica solo da affinare e una panchina quasi “calcistica” per profondità e incisività, ma la Segafredo sembra davvero accattivante. Toccherà a Scariolo darle quell’anima (e organizzazione) difensiva fondamentale per imporsi pure in Europa e al tempo stesso lasciare libero il talento di Teodosic e Mannion, impedendo che la leadership e il carisma del primo tolgano sfrontatezza e ribalta al secondo. Compito difficile, vero, ma lo riteniamo uno dei pochi allenatori in grado di portarlo a termine.

Insomma, i tifosi della pallacanestro avranno di che divertirsi e non solo per la prossima stagione, anzi per tutti i motivi finora elencati la Virtus Bologna potrebbe diventare più forte e pericolosa con il passare degli anni. I bianconeri avranno come primo obiettivo la riconquista dell’Eurolega (serve arrivare in finale all’Eurocup) e i biancorossi vorranno cancellare l’onda di quel 4-0 e confermarsi ad altissimo livello in Europa. Magari, eccezion fatta per i due scontri diretti di regular season e un’eventuale incrocio in Coppa Italia, Virtus e Olimpia dietro i confini nazionali aspetteranno la volata conclusiva per scoprire tutte le proprie carte, ma ragazzi.. la Rivalità è tornata. E il basket sorride.

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