Virginia Raffaele porta il suo spettacolo “Samusà” a Ravenna

Virginia Raffaele arriva sul palco del teatro Alighieri con il suo spettacolo “Samusà”, per la regia di Federico Tiezzi e scritto insieme a Giovanni Todescan, Francesco Freyrie, Daniele Prato e allo stesso Tiezzi; in scena da questa sera a sabato alle 21 e domenica pomeriggio alle 15.30.

«Sono nata e cresciuta dentro un luna park, facevo i compiti sulla nave pirata, cenavo caricando i fucili, il primo bacio l’ho dato dietro il brucomela. Poi il parco ha chiuso, le giostre sono scappate e adesso sono ovunque: le attrazioni sono io e siete voi. Tutto quello che siamo diventati stupisce quanto un giro sulle montagne russe, e confonde più di una passeggiata tra gli specchi deformanti».

Così Virginia Raffaele introduce il suo spettacolo, un viaggio fra i bizzarri personaggi del luna park, variopinta umanità che ha fatto da sfondo all’infanzia e all’adolescenza dell’attrice.

Nata a Roma nel 1980, Virginia appartiene ad una famiglia di tradizione circense: la nonna Oriella era un’acrobata amazzone al circo Preziotti e con il marito aveva fondato, negli anni Cinquanta, il luna park dell’Eur. Virginia Raffaele è diplomata all’Accademia teatrale europea del teatro integrato nazionale, diretta da Mariagiovanna Rosati Hansen, e all’Accademia nazionale di danza.

«Sono cresciuta con in casa una nonna clown e cavallerizza che faceva il circo, l’avanspettacolo, le macchiette e le parodie – ha raccontato Raffaele – Passavo i miei pomeriggi con lei che faceva le cose buffe apposta, anche se l’unico pubblico ero io. Questa voglia di ridicolizzarsi e di far ridere gli altri penso me l’abbia passata consapevolmente o inconsapevolmente».

Il peso, positivo e negativo, di questa famiglia radicata nel mondo dello spettacolo è ciò che costituisce l’ossatura di “Samusà”, il cui titolo deriva dal gergo dei giostrai e significa “fai silenzio”: l’esatto contrario di ciò che Virginia fa con questo spettacolo, nel quale si racconta a partire proprio dalle sua origini. «È una sorta di racconto animato – ha detto – divento un pop-up vivente perché cerco di raccontare al pubblico il luogo bizzarro dove sono nata e cresciuta, ho avuto un’infanzia tra le giostre. Cerco di dar vita alle strane personalità che si sono susseguite nel corso degli anni che venivano a giocare al mio stand, al tiro a segno. Fondamentalmente cerco di essere un luna park umano e di divertire il pubblico come se entrasse in un luna park».

“Samusà” è valso a Virginia Raffaele il Premio Duse 2022, quale – recita la motivazione – «artista versatile e popolare, che ha saputo trovare la via della risata sulla scena. È con particolare piacere che il Premio Duse 2022 viene assegnato a una attrice che è anche una grande comica, come Virginia Raffaele. Nella storia del teatro, le interpreti femminili hanno faticato a trovare la via della risata sulla scena, come se l’istinto improvvisatore, la spontaneità, la fisicità, la spavalda guitteria del comico fossero appannaggio solo degli uomini».

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